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IL COMUNE DÀ I NUMERI

Francigena: 11 assunzioni a tempo indeterminato dopo 15 anni, ma è caos sui numeri del trasporto pubblico

La sindaca Chiara Frontini e l'amministratore unico Elisabetta Ferrari festeggiano assieme agli 11 neo assunti della società municipalizzata, ma danno anche i numeri sui biglietti venduti per gli autobus nel 2023

Dopo la bellezza di 15 anni, Francigena, la società di trasporti municipalizzata del Comune di Viterbo, è tornata ad assumere personale con contratti a tempo indeterminato. Sono 11 in tutto le figure che hanno trovato posto nell’azienda comunale dopo aver superato le prove stabilite dal concorso, tra le quali era previsto anche un test psicoattitudinale. Una bella notizia, non solo per le famiglie degli undici nuovi autisti dei bus arancioni ma anche per il sindaco Chiara Frontini che, per l’occasione, ha organizzato una piccola festa nella sede di Francigena, in via San Biele. Affianco a lei l’amministratore unico Elisabetta Ferrari, la quale si è congratulata con i vincitori del concorso e ha ribadito il proprio ottimismo in vista del futuro della società, protagonista di un piano di rilancio quinquennale che, secondo la sua opinione, si sta dimostrando vincente.

“Dopo tanti anni - ha commentato a margine l’Au Ferrari - abbiamo assunto giovani autisti, di cui nove uomini e due donne. Siamo orgogliosi di questo risultato che ci fa guardare al futuro. Il concorso era molto difficile, il test psicoattitudinale era previsto perché per noi è importante che le persone siano accoglienti verso gli utenti, che hanno diritto di avere il miglior servizio”. Le ha fatto eco Chiara Frontini: “Abbiamo rispettato un impegno che ci eravamo presi, per ora è una scommessa vinta. Undici assunzioni per noi sono motivo di orgoglio, oltre ad aver salvato circa 80 posti di lavoro”. 

Gli 11 nuovi autisti assunti da Francigena-3

Insomma, le nuove assunzioni hanno iniettato un bel po’ di euforia nella governance di Francigena. Forse troppa, visto e considerato che, nella giornata di ieri, Frontini e Ferrari hanno dato i numeri, letteralmente, in relazione al numero di biglietti staccati per i bus del trasporto pubblico locale. Tutto è nato lo scorso 26 marzo, quando in consiglio comunale si parlava degli ultimi aggiornamenti relativi al piano di rilancio di Francigena, con l’Au Ferrari intervenuta per sciorinare i (tantissimi) dati del rendiconto aziendale 2023. Dall’opposizione, la consigliera di FdI Laura Allegrini aveva affermato: “Il trasporto pubblico locale ha staccato tra i 700 e gli 800 biglietti in un anno, numeri incredibilmente bassi per una città come la nostra”. Effettivamente, una quantità piuttosto esigua. In aula, né Ferrari né tantomeno Frontini hanno replicato, nonostante la stilettata. Ma ieri mattina, poco prima del benvenuto agli 11 nuovi autisti, sui social è arrivata la tardiva risposta della prima cittadina, la quale ha asserito: “I biglietti staccati in un anno non sono 800 ma 800mila”. Se quelli divulgati da Allegrini erano numeri bassi, quelli di Frontini sono troppo alti e descrivono Viterbo come la capitale europea degli autobus. Successivamente, come se non bastasse già questo caos incredibile, è intervenuta anche Ferrari, che ha detto la sua: “139mila biglietti”. E qui forse ci siamo, ma non troppo.

La verità, come al solito, sta nel mezzo. Viste le cifre senz’altro ambigue e anomale dichiarate pubblicamente dagli amministratori locali, che dovrebbero avere (sic!) il pieno controllo di quella che è un’azienda pubblica partecipata dal Comune e finanziata con i soldi dei contribuenti, ViterboToday, per vederci chiaro una volta per tutte, è entrata in possesso della relazione sullo stato di attuazione del piano di risanamento, documento ufficiale ma attualmente secretato prodotto da Francigena nel quale sono contenuti i dati autentici afferenti al Tpl. Ebbene, dalla relazione si evince come i biglietti staccati nel corso del 2023 per quel che riguarda i bus arancioni siano in totale 128mila 700. Non 800 come detto da Allegrini e nemmeno 800mila come dichiarato dal sindaco. A 139mila, cifra di cui parlava Ferrari, ci si arriva invece sommando ai biglietti anche gli abbonamenti. Per puntualizzare, infine, Frontini ha successivamente cercato di correggere il tiro, peggiorando se possibile la situazione: “800mila sono i passeggeri ogni anno, che corrispondono al 7,5% di cittadini residenti che fruiscono del trasporto pubblico”. Ma si tratta soltanto di una mera stima, non di un dato assodato, visto che non è chiaro come sia stato effettuato il computo così come non è chiaro da dove provenga la percentuale riferita ai cittadini residenti. 

In parole povere, sulle cifre effettive del Tpl l’amministrazione intera ha dato i numeri. Una questione solo apparentemente di lana caprina che, invece, rivela una certa superficialità diffusa nella gestione della principale società in house che il Comune intende salvare dalla liquidazione con una serie di manovre che ricadono inevitabilmente sulle tasche dei cittadini - ad esempio l’aumento delle tariffe dei parcheggi - e sulle casse comunali, che dovranno accompagnare Francigena verso l’auspicato rilancio. La kafkiana situazione si è venuta a creare poiché Frontini e Ferrari non sono prontamente intervenute in consiglio per smentire quanto detto da Allegrini. Se lo avessero fatto, l’equivoco non sarebbe mai nato. Anche se la consigliera, dal canto suo, si dice sicura di aver ascoltato la cifra in quinta commissione, dove Ferrari potrebbe aver detto “ottocento” sottintendendo il “mila”. A chiarire il tutto sarà il verbale della commissione, che notoriamente esce diversi giorni dopo la seduta. E magari questo piccolo inconveniente servirà anche per rendere Francigena ancor più trasparente, eliminando definitivamente la segretezza degli atti che la riguardano. Anche perché, come ribadito giustamente da Frontini, la società “appartiene a tutti i viterbesi”.

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