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Martedì, 28 Maggio 2024
TRASPARENZA

22mila pagamenti del Comune "nascosti", l'amministrazione Frontini è "poco trasparente"

Sul portale dedicato alla sezione "amministrazione trasparente", in realtà, c'è poco o nulla. Una grave lacuna che va avanti da diversi mesi

L’amministrazione Frontini è “poco trasparente”. Quella che potrebbe sembrare una affermazione forte, in realtà, è supportata da dati di fatto inoppugnabili, perché mancano all’appello e sono de facto inaccessibili diversi documenti che invece, da legge, dovrebbero essere di dominio pubblico per essere consultati da tutti i cittadini viterbesi. Una grave lacuna che va avanti da diversi mesi e riguarda, in particolare, aspetti delicati come i mandati di spesa corrente, che altro non sono se non i singoli pagamenti che il Comune effettua per tutte quelle attività che spaziano dall’ordinaria amministrazione all’organizzazione di eventi, passando per contributi ad associazioni o interventi straordinari. Insomma, centinaia di migliaia di euro che rientrano esclusivamente nelle disponibilità di chi ha l’accesso diretto agli atti. Per tutti gli altri non c’è niente da fare, i documenti sono top secret.

Sul sito del Comune di Viterbo, infatti, esiste una piattaforma dalla quale è possibile consultare tutti gli atti emanati dall’ente, accessibile tramite il portale dedicato all’amministrazione trasparente. Ad esempio, alla voce “mandati di spesa corrente” si possono visionare dei file, suddivisi per trimestri, nei quali sono racchiusi tutti i pagamenti effettuati da palazzo dei Priori. Una sorta di cartina tornasole dalla quale è possibile avere una panoramica di come vengono impiegate le risorse economiche pubbliche. Nel 2023, per intenderci, sono stati fatti 21mila 819 mandati. Ebbene, di questi non ce n’è neanche uno che sia accessibile. Se si prova ad aprire uno di questi file, si apre la schermata con la scritta: “Documento temporaneamente non disponibile”. Il punto è che il “temporaneamente”, in verità, va avanti da diversi mesi. E non sembra essere vicino il momento in cui le carte torneranno ad essere visibili.

Si tratta di una pesantissima lacuna che va a ledere non soltanto i diritti dei cittadini ma anche quelli dei consiglieri comunali e della stampa. Il decreto legislativo 33 del 2013, infatti, disciplina la trasparenza intesa come “accessibilità totale delle informazioni concernenti l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull'utilizzo delle risorse pubbliche”. Nello specifico sussistono per legge obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni, che in questo caso Viterbo non sta rispettando dato che, come accennato, ci sono oltre 22mila documenti secretati e inaccessibili al pubblico. Potrebbe trattarsi di un bug, e non sarebbe la prima volta, ma sembra essere arrivato il momento di porre fine a questa situazione una volta per tutte.

Ad oggi è infatti impossibile sapere, ad esempio, quanti soldi vengono stanziati dal Comune a Talete, a quanto ammontano le spese di rappresentanza della giunta e del consiglio, le varie somme destinate ai contributi per le varie iniziative comunali e via discorrendo. Una sorta di democrazia sospesa e senza spesa, sulla quale è impossibile vigilare e fare informazione.

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