Domenica, 14 Luglio 2024
Economia

Nel Lazio lavoratori sempre più poveri: un milione guadagna meno di 25mila euro l'anno

Secondo il report della Cgil la retribuzione media lorda di un operaio è di 14mila 981 euro, quella di un dirigente 148mila 720

Nel Lazio oltre un milione di lavoratori guadagna meno di 25mila euro lordi l’anno. Il dato emerge dall’ultimo rapporto della Cgil di Roma e Lazio sulle condizioni di lavoro nel settore privato non agricolo dal 2008 al 2022. Lo studio è stato elaborato sulla base dei dati dell’Inps e, secondo il sindacato, “conferma l’urgenza di affrontare l’emergenza lavoro nella nostra regione”. 

Quanto si guadagna nel Lazio

La retribuzione media lorda di un operaio è di 14.981 euro, per un impiegato la cifra si attesta sui 25.352 euro. Salendo di livello, un quadro guadagna in media 66.138 euro e un dirigente 148.720 euro. Nel periodo di tempo preso in analisi dalla Cgil le retribuzioni degli operai sono aumentate del 6,7%, quelle degli impiegati del 10,8%, dei quadri del 14,4% e dei dirigenti del 16,4%. Parliamo, in sostanza, di 941€ per un operaio, 2.476 euro per un impiegato, 8.318 euro per un quadro e 20.965€ per un dirigente. Gli aumenti delle retribuzioni medie di operai e impiegati, però, secondo il sindacato sono stati fagocitati dall’inflazione, che nel complesso è costata ai lavoratori un mese di stipendio.

Il gender pay gap 

Sono significativi anche i dati sulla disparità di genere nelle retribuzioni: gli operai guadagnano stabilmente ben il 65% in più delle colleghe, i quadri il 13% e i dirigenti il 35%. La forbice si riduce, invece, nel settore impiegatizio, dove il gap passa dal 48% al 39%. Secondo la Cgil “le minori retribuzioni delle donne sono legate alla maggior incidenza del part time rispetto agli uomini, alle minori settimane retribuite e alle dinamiche settoriali”. Il 69,2% delle operaie e il 37,6% delle impiegate ha, infatti un contratto un part time, contro il 32,5% e 15,8% degli uomini. Anche tra i quadri la differenza è importante: 5,5% contro 1%. Mentre tra i dirigenti lavora part time il 3.7% delle donne, contro l’1.6% degli uomini. Le donne che hanno 52 settimane coperte dalla retribuzione sono il 47,1% tra le operaie e il 65,3% tra le impiegate, contro il 59,8% e il 74,1% degli uomini.

C’è, poi, una parte del gap salariale non legato a parametri orari o alla stabilità contrattuale e che è molto evidente nell’1% dei lavoratori più ricchi: i dirigenti. Nel 2022 un lavoratore a tempo indeterminato e full time tra i 35 e i 39 anni, che ricopre questo ruolo, ha avuto una retribuzione superiore del 43% rispetto ad una sua collega: oltre 33 mila euro.Un divario che su questa fascia di età è difficilmente spiegabile con gli avanzamenti di carriera. Spostandoci nel settore pubblico, dove un lavoratore su quattro ha una retribuzione inferiore ai 25mila euro lordi, non mancano disparità e divari di genere. Nel report, infatti, si evidenzia che le donne, soprattutto in alcuni ambiti della pubblica amministrazione, sono sottorappresentate nelle fasce più alte. Nel Servizio sanitario il gap tra uomini e donne over 65 è di oltre 15 mila euro, mentre nelle Amministrazioni centrali supera gli 8.700 euro.

L'appello della Cgil

A gennaio il sindacato aveva diffuso un altro report allarmante, quello sulla precarietà, secondo cui a Roma il 48% dei contratti attivati (694.363) dura un solo giorno. I dati dei due report spingono la Cgil a lanciare un appello: “Ci aspettiamo che le istituzioni e le forze sociali del territorio aprano la discussione su come creare occupazione di qualità, superare il lavoro povero e la precarietà nella Capitale e nella Regione Lazio”.

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