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Isola della biodiversità al Sacrario: "Viterbo tra le poche città italiane ad averla, così attiriamo turisti appassionati di scienza"

Melania Perazzini, consigliera comunale di Viterbo2020, spiega a cosa servirà l'isola della biodiversità alla Pensilina del Sacrario

Da quando l’opera è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche, in molti si sono chiesti a cosa sarebbe potuta servire. Ieri, in consiglio comunale, c’è chi ha spiegato, nel dettaglio, quale sarà l’utilità dell’isola della biodiversità alla pensilina del Sacrario, per la quale il Comune ha stanziato 500mila euro, non proprio una cifra irrisoria.

A pungolare la maggioranza sul tema è stata la consigliera di Fratelli d’Italia Laura Allegrini, la quale ha sollevato dubbi e perplessità sul progetto. Per lei c’erano altri luoghi deputati a ospitare questa struttura. 500mila euro per lei, poi, sono una “stupidaggine”. A risponderle è stata Melania Perazzini, consigliera di maggioranza del gruppo Viterbo2020: “Il progetto - ha detto - ha due grandi obiettivi. Il primo è il recupero di quel che è la pensilina, sicuramente non utilizzata come dovremmo. Il posto può e deve essere valorizzato in maniera diversa. Il secondo, invece, è quello di attirare turismo, in particolare quello composto da persone alfabetizzate alla scienza”.

Melania Perazzini-2

Sui motivi che hanno spinto l’amministrazione a scegliere questa particolare destinazione d’uso, Perazzini fa sapere: “La biodiversità è un aspetto importante che fa parte tra l’altro dell’agenda 2030 dell’Unione europea ed è spesso citata nei rapporti Onu. Secondo alcuni studi, se non interverremo, di qui a 10 anni la perderemo. Tutti sappiamo della sua importanza, perché rappresenta l’interazione tra la specie animale e quella vegetale. Aria pulita, acqua potabile e terreni coltivati sono cose a essa legata”. Insomma, l’ambizione è quindi quella di creare un posto in cui educare persone di ogni età al rispetto della biodiversità.

Dentro all’isola troveranno posto insetti, piante ed altri organismi. “Non solo farfalle - ha proseguito in aula la giovane consigliera frontiniana - ma anche piante, bozzoli e un sistema di pannelli solari che garantirà umidità e temperature controllate giorno e notte. Fuori Viterbo, difficilmente si troverà una cosa del genere. Ma in Europa, all’estero, questo tipo di attività porta turismo, educazione e crescita nelle persone”. In realtà c’è anche un’altra ragione: “La biodiversità è il capitale naturale che abbiamo. Per poter accedere finanziamenti del Fesr era necessario che il 30% degli interventi fosse dedicato alla protezione e al mantenimento di essa”. 

La scelta, dunque, è ricaduta sulla Pensilina. Anche se potevano esserci alternative, l’amministrazione l’ha scelta appositamente: “L’altra grande eccellenza che abbiamo è l’orto botanico. Mettere l’isola alla pensilina - espone infine Perazzini - e quindi nella zona centrale, dove sarà la natura al centro, ci consentirà di congiurere il centro città all’orto botanico, così daremo splendore a un luogo che molti noi sottovalutano”. Anche perché l’ufficio turistico, oggi, non è in uno stato ottimale: “Ci sono aule chiuse e servizi igineici inutilizzati, proprio perché non viene utilizzato come dovrebbe. Noi creeremo laboratori, esposizioni e una sala multimediale. La rivitalizzeremo. Sarà un bell’investimento per la città”.

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