Domenica, 14 Luglio 2024
L'INTERVENTO

Autorizzato l'abbattimento di 1607 cinghiali in un anno: 954 dovranno avere meno di 12 mesi

Via libera della Regione all'abbattimento di oltre mille cinghiali fino a settembre 2024, ma la Provincia ritiene pericolosa la caccia nelle riserve naturali e opta per le catture

La Regione ha autorizzato l’abbattimento di 1607 cinghiali nella provincia di Viterbo. Lo scorso 6 ottobre, con due determinazioni in seno al piano di assestamento faunistico-venatorio, gli ambiti di caccia VT1 e VT2 sono stati legittimati ad eliminare 648 e 959 ungulati in un anno, a partire da questo ottobre fino a settembre 2024. Alla base della decisione della Pisana c’è la volontà di predisporre ogni azione possibile per liberare la Tuscia dall’invasione di cui è vittima da ormai quasi cinque anni. Oltre alla salvaguardia della pubblica incolumità e dell’integrità delle aree coltivate, ci si appoggia anche a motivazioni di carattere sanitario, vista la diffusione della peste suina africana tra i suidi.

I dirigenti regionali hanno stilato una sorta di vademecum per garantire il corretto funzionamento della maxi-operazione. Sono stati difatti fissati criteri specifici per quel che riguarda età e sesso dei capi da abbattere e le modalità che i cacciatori potranno utilizzare per procedere all’attività venatoria. Saranno eliminati, nell’ambito VT1, 287 maschi e 287 femmine sotto i 12 mesi, oltre a 137 maschi e 248 femmine sopra l'anno. 648, invece, quelli del VT2: 185 maschi e 195 femmine di età inferiore ai 12 mesi e 90 maschi e 198 femmine con più di un anno di anzianità.

Non si tratterà di una lunga stagione di caccia senza regole. Per il prelievo in selezione è infatti autorizzato l’appostamento e l’abbattimento di notte da postazione fissa, sia a terra che sopraelevata, anche con le carabine. Su ogni cinghiale abbattuto dovrà essere applicata, rigorosamente all’orecchio sinistro, un’etichetta numerata che sarà messa a disposizione direttamente dall’Atc di riferimento. Per migliorare l’efficacia del prelievo sul posto, inoltre, sarà possibile praticare il cosiddetto “foraggiamento attrattivo”, purchè sia limitato nel tempo e nello spazio con la sola finalità di alzare le probabilità di centrare l’obiettivo. Come previsto anche dalle altre disposizioni, infine, i cinghiali trovati già deceduti non potranno essere spostati dai luoghi del ritrovamento e chi li rinverrà dovrà avvertire le autorità competenti per lo smaltimento.

Dalla Regione, come detto, l'autorizzazione a uccidere oltre 1600 capi. Per quanto riguarda la Provincia, che dovrebbe essere la vera fautrice del piano di contenimento, il presidente Alessandro Romoli ha già annunciato di non ritenere una soluzione percorribile quella degli abbattimenti. Preferirebbe, infatti, le catture con gabbie, al fine di evitare di correre rischi e pericoli durante le battute di caccia nelle aree verdi limitrofe alla città di Viterbo. Perciò palazzo Gentili non ha ancora avviato il piano.

Si attende la prima mossa da parte del Comune, che è quasi obbligato all’intervento viste le veementi politiche anche all’interno della maggioranza Frontini. Gran parte dei consiglieri e degli assessori si dicono favorevoli al pugno duro contro i suidi, ma c’è anche chi fa notare come il metodo sia un po’ troppo crudo e che bisognerebbe trovare altri tipi di soluzioni.

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