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Domenica, 23 Giugno 2024
LA SVOLTA

Emergenza cinghiali, il Comune pronto a varare il suo piano abbattimenti: "Ma prima saranno narcotizzati"

A fine mese un tavolo per dare il via libera agli abbattimenti. Elisa Cepparotti (Lega): "Non sia l'ennesimo annuncio dell'amministrazione, non si può più aspettare"

Dopo mesi di clamoroso lassismo e a seguito di uno snervante ping pong istituzionale, alla fine il Comune di Viterbo si è visto costretto a escogitare una soluzione per mettere un freno forse decisivo all'emergenza cinghiali. La giunta Frontini, con l'aiuto fondamentale del consigliere Marco Nunzi, sembra essere ora più che mai vicina a una risoluzione, con un apposito piano messo a punto per l'eliminazione degli ungulati, ormai proliferati a dismisura e sempre più liberi di girare indisturbati spingendosi addirittura fin dentro le mura del centro storico.

A spiegare come intende muoversi palazzo dei Priori è stato Marco Nunzi nel corso del consiglio comunale di giovedì scordo. "Il problema è ormai nazionale – ha dichiarato – ma da quando ci siamo insediati nel 2022 la sindaca ha fatto una delibera che racchiudeva vari punti e ha portato un notevole miglioramento da parte di chi la ha rispettata". Come molti sanno, la genesi di questa situazione insostenibile nasce nella riserva naturale dell'Arcionello, ormai diventato il grand hotel dei cinghiali. Scendendo dalle montagne, interi branchi di ungulati giungono nella valle, che confina con il quartiere Paradiso e via Genova, per poi spostarsi in altri quartieri della città causando i danni e i disagi che quotidianamente vengono denunciati dai cittadini. "È l'Arcionello il corridoio che permette ai cinghiali di entrare in città", ribadisce Nunzi.

La novità è che il Comune, avvalendosi della collaborazione dell'Unitus, sta lavorando a un suo piano di eliminazione dei capi in sovrannumero. Il metodo che verrà utilizzato, asserisce il consigliere, sarà quello "meno cruento possibile". "C'è un modo meno invasivo – ha infatti spiegato Nunzi – che comporta sempre l'abbattimento dell'animale, però attraverso l'utilizzo dei dardi narcotizzanti. In questi prossimi giorni (il 28 maggio, ndr) ci sarà un altro tavolo tecnico, convocato insieme a prefettura, provincia e Asl, per comprendere se poter intervenire in questo modo. Questo problema non potrà essere risolto per sempre, ma si proverà ad arginarlo in maniera decisa. È imminente una risoluzione al 90%". 

Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, dopo il tavolo tecnico in cui comune, provincia e Asl si confronteranno, sarà avviata un'interlocuzione con due ditte specializzate per provvedere alla narcotizzazione, al prelievo e al successivo abbattimento dei cinghiali selezionati. Non saranno dunque strutture pubbliche ad occuparsene. Questo potrebbe significare che l'operazione richiederà l'impegno di risorse economiche da parte di palazzo dei Priori. Ma tutto è ovviamente rimandato al giorno del summit. Se dovesse arrivare una fumata bianca, con provincia e Asl che approveranno la proposta, allora nel più breve tempo possibile si cercherà di attuare il piano.

Sull'emergenza cinghiali è intervenuta anche Elisa Cepparotti, coordinatrice comunale della Lega Viterbo. "Sull'emergenza cinghiali non si può più aspettare. Apprendiamo dell’ennesimo annuncio arrivato in consiglio comunale dalla maggioranza Frontini circa l'imminenza di misure di abbattimento. Intervento oramai non più procrastinabile. Ci auguriamo, quindi, che al più presto si passi realmente dalle parole ai fatti.

Assistiamo giornalmente a innumerevoli segnalazioni, anche dal carattere ironico, di concittadini che trovano branchi di cinghiali che bivaccano nelle principali vie di Viterbo e frazioni, in pieno centro e in orari diurni. Spesso nei branchi sono presenti moltissimi cuccioli, cosa che allarma ancora di più per due aspetti molto seri. Il primo, i cuccioli diventeranno adulti e il fenomeno sarà incontrollabile. Secondo, le femmine-madri difendono sempre e comunque la loro prole in ogni modo, quindi la pericolosità di venire aggrediti è seria e reale. A questo si aggiunge un problema di ordine sanitario e d'igiene pubblica, in quanto il rovistare continuo nei mastelli dell'immondizia e il lasciare escrementi in giro, costituiscono un fattore di rischio per la salute dei cittadini, che devono sostenere i costi degli ulteriori servizi di pulizia.

Il Comune di Viterbo, la Provincia e la Regione Lazio, in collaborazione con le associazioni di categoria che promuovono diversi progetti, devono farsi subito carico di un massiccio intervento di contenimento della specie che argini velocemente un fenomeno dilagante e sempre più ingestibile. Quindi, per il bene di tutta la comunità viterbese e in questa fase ormai emergenziale, va subito stabilito con gli organi preposti un piano di contenimento della specie che riconfini questi animali nel proprio habitat naturale, portando anche loro del cibo, in maniera tale da scoraggiarli a venire in città per sfamarsi. La numerosa presenza sul territorio innesca poi il rischio di danni alla circolazione e alle produzioni locali.

Da valutare, a mio avviso, anche la possibilità di ampliare la forbice della caccia, anticipando l'apertura e posticipando la chiusura, se necessario. Gli animali hanno i loro diritti, ma anche i nostri cittadini devono poter uscire di casa serenamente con i figli o i propri animali domestici senza la paura di essere attaccati. Sembra davvero di vivere in un mondo al contrario".

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