Domenica, 14 Luglio 2024
BUFERA / Tarquinia

Il taglio dei 65 pini atto di necessità o sacrilegio ambientale? Pd e associazioni chiedono l'accesso agli atti

Sulla questione intervengono la consigliera regionale del Pd Marta Bonafoni, il Codacons e l'associazione ecologista Grig

Non si placano le polemiche che hanno investito la scelta dell'amministrazione di Tarquinia di abbattere i 65 pini storici in viale Mediterraneo. Nei giorni scorsi le immagini degli alberi a terra hanno fatto il giro del web, che si è diviso tra chi ha definito questa decisione uno scempio e chi invece ha sostenuto la scelta dell'amministrazione come necessaria. Sulla questione, che lascia aperti dei punti interrogativi sulla pianificazione urbana della zona che si ritiene dovrebbe essere guidata da principi di sostenibilità ambientale e di conservazione del paesaggio, sono intervenute aspramente la Soprintendenza delle belle arti, le associazioni ambientaliste, la politica locale e non e anche Alessandro Gassmann in qualità di attivista ambientale. Anche la consigliera regionale del Pd Marta Bonafoni e il Codacons sono intervenuti, chiedendo un accesso agli atti per verificare la regolarità. Richiesta di accesso agli atti anche dal Gruppo d'intervento giuridico.

Cosa ha detto Marta Bonafoni

"La decisione dell'amministrazione comunale di Tarquinia di abbattere ben 65 pini su viale Mediterraneo è una scelta assurda, per l'importanza che gli alberi e il verde rivestono nelle nostre città e per la rilevanza anche storica di quei pini - ha dichiarato  la consigliera regionale del Ps Marta Bonafoni -. Non a caso, l'abbattimento ha suscitato da subito polemiche e proteste da parte di cittadine e cittadini, consapevoli di quanto fondamentali siano le alberature in una città. È proprio per comprendere le ragioni di questa decisione e per verificare le modalità in cui il taglio dei pini è stato portato a termine, che nei giorni scorsi ho presentato al comune di Tarquinia una richiesta di accesso agli atti. Mi auguro che dall'esame degli atti assunti possa poi svilupparsi un dibattito a livello cittadino, soprattutto per restituire a Tarquinia quel verde che è stato strappato alla comunità, senza un'adeguata condivisione".

Il Codacons

"Relativamente allo scempio dell’abbattimento dei pini ‘storici’ in atto a Tarquinia Lido, il Codacons, in qualità di associazione dei consumatori, di promozione sociale e altresì di protezione ambientale, presenta istanza di accesso agli atti nonché di revisione e partecipazione al procedimento, a tutti gli enti interessati, comune di Tarquinia in primis. Consideriamo inaccettabile quanto l’amministrazione di Tarquinia stia arbitrariamente attuando incurante delle richieste di stop all’abbattimento degli alberi pervenute dall’opposizione e da associazioni locali e ambientaliste, poiché in materia di particolare delicatezza come quella ambientale, la pubblica amministrazione era tenuta a valutare in termini comparativi vantaggi e svantaggi delle diverse alternative esistenti adottabili per la risoluzione del problema del manto stradale.Tutto ciò in spregio della normativa vigente, che inoltre prevede espressamente la partecipazione dei cittadini, sia in forma diretta sia tramite associazioni costituite, alle attività di pianificazione, tutela, gestione e valorizzazione del verde, al fine di favorire lo sviluppo di una coscienza collettiva sui temi del verde urbano. Infatti i cittadini sono altresì chiamati dalla legge a contribuire alla difesa del verde da qualsiasi azione che vada contro i principi della tutela ecologico-ambientale, biologica, paesaggistica, urbanistica ed estetica. Inoltre detti diritti sono riconosciuti ai cittadini anche dalla Convenzione europea del paesaggio e dalla ‘Carta di Firenze’, la carta dei Giardini storici. Diritti che a Tarquinia sono stati calpestati dall’azione del sindaco Giulivi".

L'associazione Grig

"Ricevute segnalazioni da parte di residenti, l’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico (Grig) ha inoltrato il 26 febbraio una specifica istanza di accesso civico, informazioni ambientali e adozione degli opportuni provvedimenti in relazione all’avvenuto taglio di una lunga alberata di Pinus in viale Mediterraneo, in area tutelata con vincolo paesaggistico, da parte dell'amministrazione comunale di Tarquinia. Il Comune di Tarquinia, con ordinanza sindacale numero 2 del 16 febbraio 2024, ha deciso l’“immediato abbattimento di numero 65 pini domestici” in base a “pericoli” non ben conosciuti, mentre la competente Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale ha più volte negato la necessaria autorizzazione paesaggistica. È necessaria la presenza di effettivi pericoli di caduta riscontrati o di malattie degli alberi per poterne decretare l’abbattimento. Sono stati coinvolti il ministero della Cultura, la medesima Soprintendenza per archeologia, belle arti e paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale, il Comune di Tarquinia, la Regione Lazio, i carabinieri forestale, è stata informata per le opportune valutazioni la procura di Civitavecchia. Il Grig auspica che quanto prima sia fatta piena chiarezza, ancor più necessaria quando si tratti di verde pubblico, di salute dei cittadini e di contrasto al cambiamento climatico, di cui tanti parlano continuando serenamente a far scempi ambientali".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il taglio dei 65 pini atto di necessità o sacrilegio ambientale? Pd e associazioni chiedono l'accesso agli atti
ViterboToday è in caricamento