Mercoledì, 17 Luglio 2024
L'INTERVISTA

Alessandra Mussolini: "Il libro di Vannacci di una banalità assurda. I diritti sono una questione di buon senso, non politica"

L'ex eurodeputata a Viterbo per presentare il suo romanzo "Il gioco del buio" a Ombre festival. A ViterboToday ha raccontato del suo rapporto con i genitori e parlato dei diritti Lgbtqia+

Un'altra Alessandra Mussolini, diversa dalla donna che si vede spesso in tv a combattere accese battaglie verbali con i politici. Ha deciso di raccontarsi: la bambina e poi donna, legata alla mamma Maria Scicolone, sorella di Sophia Loren, e al papà Romano Mussolini, figlio di Benito. L'ha fatto attraverso il romanzo “Il gioco del buio”, presentato a Ombre festival, sul palco di piazza della Repubblica. A margine dell'evento, ViterboToday l'ha raggiunta.

Nel libro viene narrata, per la prima volta, la sua infanzia e il rapporto con i genitori. Perché ha sentito il bisogno di raccontarsi? 

“Io credo che c'è un momento in cui bisogna mettere a nudo le sensazioni, le cose non dette, ciò che in famiglia era rimasto in sospeso. È un romanzo dove io racconto e faccio parlare i personaggi, quindi non è qualcosa di freddo. Io non do valutazioni, non do giudizi. Ci sono molti dialoghi e quindi il lettore viene a conoscenza di tante situazioni, del lato privato, di una famiglia pubblica”.

Quale era il rapporto con i suoi genitori?

“Mamma era presentissima e papà fantasioso. Mio padre ci faceva molti regali. Non veniva spesso a casa ma quando c’era si creavano sprazzi di familiarità. La sua mancanza un po' ha pesato nei rapporti”.

Quanto c’è dei suoi genitori nel modo in cui ha cresciuto i suoi tre figli?

"Io purtroppo, devo dire la verità, sono una madre un po' apprensiva. Invidio quelle che dicono: Va bene, lasciamoli fare. Mi preoccupo molto e quindi vivo sempre un po' con l'ansia. Da questo punto di vista dovrei vivere meglio. Anche mamma è sempre stata ansiosa, quindi si può dire che è un aspetto tipico nella famiglia Scicolone. Invece dalla parte dei Mussolini meno, sono più leggeri. Incredibile da pensare, ma è così”.

Facendo un excursus politico, cose ne pensa del risultato delle elezioni francesi?

"Hanno visto che bisognava andare pesanti per bloccare Le Pen. L’hanno fatto egregiamente. C’è da dire che il secondo turno, secondo me, è antidemocratico. Tu voti e quello con più preferenze deve vincere. Se ti metti a rifare di nuovo, la gente non ci capisce più niente, non va più a votare. Non va bene”.

Negli ultimi anni ha fatto molto clamore il suo appoggio alla battaglia per i diritti Lgbtqia+. All’interno della destra italiana, sul tema, non sono in molti a seguire la sua stessa linea. L'esempio è il generale Roberto Vannacci della Lega…

“A me quello che pensano gli altri mi interessa relativamente. A me interessa quello che pensano i ragazzi, i bambini che hanno disagi, le persone che vengono bullizzate. A me interessa questo. Tanto nella vita non è che puoi piacere a tutti, quindi bisogna andare avanti. Queste sono delle battaglie sacrosante. L'Europa è molto più avanti rispetto a noi. Non c’entra destra, sinistra, centro. Io ho delle posizioni di buon senso. Nel passaporto o nella patente, anziché chiedere se sei maschio o femmina, chiedessero il gruppo sanguigno, che se poi succede qualcosa di brutto è importante”.

Il libro di Vannacci l’ha letto?

“No, mi piacerebbe tanto leggere il libro che la moglie sicuramente scriverà sul marito. Quello sarebbe interessante. Il suo è di una banalità sconcertante, quello della moglie potrebbe avere un suo perché”.

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