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LA STORIA / Strada Cassia Sud

"Anas non taglia le acacie, costretti ad andare a Vetralla per entrare a Viterbo": l'assurda vicenda dei residenti della Cassia

Una situazione paradossale, quasi kafkiana, quella denunciata da un gruppo di cittadini residenti in alcune vie limitrofe alla Cassia

Ha del surreale la vicenda denunciata da un gruppo di cittadini residenti in alcune strade consorziali vicine alla Cassia. Talmente assurda da sembrare impossibile da credere. Peccato che, invece, pare tutto essere vero. I residenti delle strade consorziate del Quartuccio, degli Orti e di Sasso San Pellegrino, quadrante periferico a sud della città, lamentano di essere costretti a raggiungere Vetralla per fare un’inversione di marcia quando devono entrate nel capoluogo. Una bizzarria dovuta, secondo quanto da loro riportato, ad un qualcosa di ancor più incredibile. “Noi abitanti di queste strade - spiega Antonio Bartolomei - dal novembre del 2016, per un errore fatto da un operaio dell’Astral sul tracciato della segnaletica orizzontale, trasformando involontariamente la linea tratteggiata a linea continua al km 72,700, siamo costretti a fare i conti con questo disagio”.

Il presunto errore dell’operaio sarebbe stato causato da alcune acacie presenti sulla curva:  “L’Anas - spiega Bartolomei - non pulisce i bordi stradali dal km 72,700 al km 72,000 come è previsto per legge. La visibilità, per colpa delle acacie, è ridotta a 90 metri. Se le facessero tagliare sino al Km 73,00 ci sarebbero 300 metri di visibilità”. Per il residente, l’Anas starebbe ledendo i suoi diritti, assieme a quelli di altre persone: “Da anni noi siamo costretti per andare a Viterbo a  fare l’inversione di marcia  a Vetralla o di violare la legge attraversando la linea continua  della segnaletica orizzontale. L’Anas ha il dovere di facilitare l’uscita delle strade consorziali pulendo per legge i bordi stradali”. 

Residenti in protesta sulla Cassia: i cartelli-3

I  residenti delle strade del Quartuccio, degli Orti e di Sasso San Pellegrino, al fine di trovare una soluzione alla questione, hanno organizzato una serie di manifestazioni lo scorso 15 dicembre. Sit-in che si ripeterà anche il 19 e il 21 dalle 9 alle 11 proprio al chilometro 72,700.  Durante l’ultima protesta, Bartolomei, assieme ad altri presenti, ha esposto alcuni cartelli: “Aspettiamo il sindaco”, “La nostra comunità è abbandonata” ed altro ancora. I manifestanti hanno anche chiesto d’intervenire al Comune di Viterbo, che peró - in una nota del comandante della Locale - ha dichiarato di non essere competente sul tratto di strada in questione. “Il Comune - affermano i residenti - ha il dovere di intervenire sull’Anas per far rispettare le leggi che sta violando sulla viabilità”.

Residenti in protesta sulla Cassia: i cartelli-4

“L’Amministrazione comunale - insiste Bartolomei - ha il dovere di tutelare la sua comunità composta da  100 famiglie  e pretendere dall’Anas l’applicazione della legge, in quanto aver modificato il tragitto  e aumentando il percorso,  ha  danneggiato  gli abitanti della zona e ha il diritto di intervenire per risolvere il problema. Noi - conclude - sollecitiamo l’ente locale a intraprendere tutte le iniziative necessarie per riportare il rispetto della legge al km 72,700 della Cassia, violata da anni dall’Anas. Questa manifestazione verrà ripetuta ciclicamente sino alla risoluzione del problema. Siamo certi, vivendo in un paese civile, che la legge violata sarà ripristinata e rispettata”. C’è, infine, anche una richiesta alla prima cittadina: “Il sindaco Frontini deve assumersi le sue responsabilità e non nascondersi dietro le risposte burocratiche dei vari funzionari di turno, Questo è solo l'inizio,non siamo una comunità che sopporta con disinvoltura simili situazioni. Utilizzeremo tutti gli strumenti democratici per far valere  i nostri diritti”.

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