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IL CASO / Montefiascone

"Auto in vendita ma non a meridionali e uomini in divisa": annuncio razzista a Montefiascone

Annuncio social shock nel comune falisco: accuse di discriminazione al venditore

I gruppi social del tipo “vendo, regalo o scambio” contengono una miriade di annunci, letteralmente. Oggetti di ogni sorta, in alcuni casi anche di pregevole fattura, ma anche ciarpame e cianfrusaglie dal valore davvero insignificante. Tuttavia, come nel caso della signora di Viterbo che voleva vendere a 200 euro due foto di Benito Mussolini, può capitare che il materiale offerto finisca per diventare oggetto di polemiche. “È successo di nuovo”, si potrebbe dire parafrasando la storica battuta del film “Una notte da leoni”. Già, perché in un altro gruppo Facebook c’è chi ha deciso di mettere in vendita qualcosa, a un prezzo anche relativamente basso, fissando però delle rigide e controverse limitazioni alla platea di potenziali acquirenti.

A Montefiascone, comune a nord di Viterbo, un ragazzo ha postato un annuncio semplice quanto brutale per trovare qualcuno a cui vendere un’auto: “Chi è interessato mi scrive, la do via a 800 euro. No sud, no divise, non vendo niente a loro”. La macchina (una Renault da 302mila chilometri) può essere dunque acquistata da tutti, tranne che dai meridionali e dagli uomini in divisa, come poliziotti, carabinieri o finanzieri. Il post, chiaramente, è diventato virale, con gli utenti letteralmente scatenati nei commenti. “Complimenti agli amministratori che hanno approvato il post”, scrive una cittadina. Le fa eco un altro: “Bel cafone e razzista. E complimenti per gli amministratori del gruppo”. Interviene anche una donna di origini partenopee: “Da napoletana (vivo qui a Montefiascone da 8 anni), questo post mi sembra a dir poco razzista, non facciamo di un erba un fascio. Ovviamente la macchina è sua e decide lei a chi venderla, ci mancherebbe, ma ci sono altri modi per dire la propria”.

Annuncio anti-meridionali nel gruppo Facebook a Montefiascone-2

Dal canto suo, il ragazzo prova a giustificare le sue parole: “Ripago con la stessa moneta. Le ragioni le conosco io”, scrive sibillino. Ma una signora le risponde subito: “Vai a sfogare le tue ragioni da un altra parte! Non credo che sia corretto fare di tutta l’erba un fascio!”. I commenti proseguono e c’è chi risponde in dialetto: “Non me serve... ma anche se me serviva, dopo 'sto post te la potevi da’ sui denti”. 

Non è la prima volta che si leggono annunci simili. Capita spesso, per esempio, con le case in affitto, dove i proprietari scelgono di non affittare a una categoria "X" di persone, siano esse meridionali, immigrati, omosessuali, lesbiche eccetera. In un paese come il nostro, dove esiste il libero mercato e i privati possono, esattamente come il ragazzo, occuparsi direttamente delle trattative, episodi come questo accadono frequentemente. E, perlomeno fino a quando non si metterà mano ad apposite leggi - cosa improbabile, visto che si andrebbe a ledere o quantomeno a comprimere il principio della libertà negoziale - il venditore è libero di fare affari scegliendo liberamente la controparte e lo stato non ha l’autorità per interferire in questa libera scelta. Ma c’è un modo per evitare annunci come questo, dove alcuni colgono un razzismo neanche troppo latente? A suggerire la soluzione è un utente, che ha risposto all’annuncio rivolgendosi direttamente al ragazzo che lo aveva scritto: “Bastava non accettare le proposte di chi non vuole senza esternarle”. Una questione di eleganza, che a quanto pare stavolta è mancata al giovane autore del post.

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