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ODISSEA RIFIUTI

"Appalto rifiuti, andremo alla Corte dei conti: buttati migliaia di euro con le proroghe"

Alvaro Ricci (Pd) punta il dito contro l'amministrazione per i ritardi sull'appalto: "La rivoluzione annunciata si riduce a 50mila euro in più per i cestini"

Appalto rifiuti, leggasi odissea senza fine. Il comune di Viterbo, ad oggi, ancora non ce l’ha. Doveva redigerlo Arena, non ci sta riuscendo nemmeno Frontini. La prima donna sindaco, a settembre, ha dovuto prorogare per l’ennesima volta il contratto ponte con Viterbo Ambiente fino al 3 marzo 2023, ufficialmente a causa di alcune incongruenze nelle voci dei costi e del parere tardivo dell’Anac. Alvaro Ricci, capogruppo del Pd, non è tuttavia d’accordo.

Il consigliere dem ha attaccato duramente Frontini sull’argomento: “Mi deve spiegare a cosa sono dovuti questi cinque mesi di ritardo. Il parere dell’Anac è arrivato e Monaco è stato massacrato ingiustamente”. Eugenio Monaco, ex dirigente del comune, è stato infatti sollevato dall’incarico in quanto ritenuto responsabile di errori grossolani nell’impostazione del nuovo appalto. Ricci lo difende: “Per adeguare un importo, che comunque non è sbagliato ma relativa alla situazione di maggio, non bisogna essere scienziati”. Esatto, perché l’ecogiurista, oggi sostituito da Simone Moncelsi e da Stefano Peruzzo prima, era stato criticato per l’incongruenza alle voci costi del trattamento rifiuti da raccolta differenziata e costo del gasolio. Inoltre, erano da verificare i costi della sicurezza, del quadro tecnico economico ed i servizi di spazzamento e raccolta. In particolare quelli delle manifestazioni programmate, che non erano esaustivi. 

Come stiano realmente le cose è impossibile saperlo, di certo c’è solo una cosa: l’appalto dovrebbe costare circa 12 milioni di euro. Ai quali, per Ricci, bisognerebbe aggiungerli altri: “La rivoluzione copernicana sbandierata da Frontini si riduce a 50mila euro in più per i cestini e ai costi dovuti a queste proroghe. Si parla di progetto non firmato quando in realtà si tratta di un disciplinare di gara, il sindaco poteva tranquillamente rivedere le linee guida e andare in gara con le nuove”. E le proroghe costano: “Ci sono 200mila euro di aumenti dovuti anche alle proroghe, quali sono i tempi? Ogni mese che passa è un milione di euro a Viterbo Ambiente. Il servizio, così per come è fatto, non produrrà rifiuti zero ma il contrario”. E così, il numero uno del Pd a palazzo dei Priori annuncia: “Ci rivolgeremo alla Corte dei conti, perché noi vogliamo capire e la maggioranza vuole ostacolare il dialogo”.

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