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TRASPORTI

Chiusura della Cesano - Viterbo, i pendolari vogliono certezze e chiedono lavori notturni

Incontro organizzato dal Pd per discutere su cosa fare per limitare i disagi dovuti alla chiusura della linea di treni regionali

Zero comunicazione, poca trasparenza e scarso impegno della Regione Lazio nel trovare soluzioni alternative. Decine e decine di persone hanno partecipato all’iniziativa del Partito democratico di Anguillara che ha convocato, sabato 9 marzo, un’assemblea per discutere della chiusura estiva della linea regionale dei treni Fl3, la Cesano-Viterbo. Uno stop alle corse che rischia, letteralmente, di tagliare fuori i comuni interessati dalla linea, in particolare quelli del comprensorio sabatino: Oriolo Romano, Bracciano, Anguillara Sabazia, Manziana, Trevignano Romano e Canale Monterano. A pochi mesi dall’avvio dei lavori sull’infrastruttura per un upgrade tecnologico i pendolari non sanno come potranno spostarsi da e verso Roma e sono tutti concordi su una cosa: Regione e Rfi ci stanno lasciando da soli. 

Raddoppio o chiusura

Durante l’assemblea, sono stati trattati due temi in particolare, strettamente connessi tra loro. Per la Fl3, infatti, si parla da anni della questione del raddoppio ferroviario. Un intervento già finanziato e progettato in via definitiva ma che si è perso nei meandri della burocrazia fino a essere definanziato dal governo. Dall’altra, c’è la chiusura estiva della linea per installare l’Ertms, una tecnologia che permette di ridurre le distanze tra i treni in circolazione. I pendolari, in sintesi, si sono chiesti: “Possibili tutti questi disagi per un intervento che non risolverà i nostri problemi?”.

L’assemblea

All’incontro, oltre ai sindaci, c’erano anche Andrea Casu della commissione trasporti, il capogruppo del Pd in consiglio regionale Mario Ciarla e la consigliera regionale Michela Califano, il membro dell'assemblea nazionale e della direzione regionale Pd Emiliano Minnucci e molti consiglieri comunali. Presenti anche rappresentanti dell’Osservatorio regionale sui trasporti, i primi a dare notizia della chiusura della linea. “La chiusura estiva della linea Fl3 a discapito di tutti i cittadini dei comuni del territorio è un vero e proprio sopruso – hanno detto i dem durante l’incontro -. Una decisione presa dal gestore dei servizi in sfregio al contratto di servizio e comunicata malissimo: oltre al danno infatti l'utenza ha dovuto subire anche la beffa di dover scoprire da sola della chiusura prevista, senza una comunicazione diffusa e trasparente da parte del gestore”.

Cosa succederà questa estate

Cittadini e pendolari sono preoccupati del fatto che non è stato ancora comunicato nessun piano alternativo per far spostare le persone. Regione Lazio e Rfi avevano detto di aver avviato confronti in merito ma, ad oggi, non ci sono state comunicazioni di sorta. L’Osservatorio regionale trasporti, sul tema, ha detto di non capire come mai non si possano effettuare lavori notturni, chiudendo quindi la linea solo la sera (come accade, ad esempio con metro A di Roma o come succederà con la Metromare) oppure fare chiusure a “scacchiera”: “Non si capisce come mai si debba chiudere tutto quando lavorazioni analoghe altrove sono state fatte in tempi ben minori”. Nel frattempo, hanno sottolineato ancora, non ci sono aggiornamenti “sui risultati dello studio in corso tra Ferrovie e Politecnico riguardo alla famosa usura dei bordini” dei treni che aveva causato la cancellazione di centinaia di corse la scorsa estate.

Colpo di grazia alla mobilità

All’incontro, tra gli altri, era presente anche il sindaco di Bracciano, Marco Crocicchi, il quale ha parlato di “colpo di grazia alla mobilità del territorio Sabatino”. La decisione del gestore “fa purtroppo il paio con quella del governo di definanziare il raddoppio della tratta Cesano-Vigna di Valle”, ha detto. Quello che è emerso “è dunque da un lato il malessere diffuso per come è stata trattata l'utenza del territorio tutta, dall'altro però la volontà dei comitati e degli amministratori locali di non subire passivamente quello che è di fatto un declassamento del territorio da parte del gestore. Come amministratore del territorio ho espresso la mia fermissima volontà di rappresentare assieme ai miei colleghi in ogni sede idonea il disagio dei nostri pendolari per trovare in tempi rapidi una soluzione che possa quanto meno garantire che il servizio sia garantito nel periodo estivo attenendosi scrupolosamente al contratto di servizio e dall'altro quella di riaprire la partita del raddoppio: il definanziamento dell'opera è infatti uno schiaffo che questo comprensorio non può tollerare”.

Fonte RomaToday

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