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Domenica, 14 Aprile 2024
I PIRATI DEL WEB

Comune ancora sotto scacco degli hacker, ma Pa Digitale rassicura: "Dati sensibili dei viterbesi sono salvi"

Il cloud di Urbi, utilizzato da palazzo dei Priori per molti servizi come ad esempio le carte d'identità, è ancora in down. Ma i dati dei cittadini sarebbero al sicuro

Il Comune di Viterbo è ancora in ostaggio degli hacker che, l’8 dicembre scorso, sono riusciti a violare i sistemi di sicurezza digitale di WestPole,  l’azienda che fornisce una delle infrastrutture cloud certificate per la pubblica amministrazione. L’azione, condotta probabilmente con un ransomware (virus che blocca l’accesso ai dispositivi richiedendo un riscatto per lo sblocco), ha portato al blocco di tutti i server delle sedi di Milano e Roma e allo stop dei servizi connessi. Tra questi c’è Urbi, il software cloud SaaS - Software as a Service - che Palazzo dei Priori impiega per la gestione dell’albo pretorio, per la fornitura di diversi servizi di pagamento online offerti ai cittadini ed anche per il sistema dedicato alle carte d’identità. 

Ancora oggi, infatti, tutti i servizi messi a disposizione da WestPole per l’ente viterbese sono in down. Inaccessibili e dunque inutilizzabili. E non è attualmente dato sapere per quanto questa situazione di estremo disagio - che peraltro sta colpendo diversi Comuni da nord a sud - persisterà. Nel frattempo, l’amministrazione Frontini ha cercato di mettere una pezza alla clamorosa falla nella cybersecurity andando a creare una nuova pagina dedicata all’albo pretorio sul sito istituzionale. Mentre, per quanto concerne le carte d’identità, l’ufficio Anagrafe sta portando avanti le pratiche in maniera analogica, senza servirsi della parte digitale, che è fuori uso. Uno dei pericoli più grandi connessi all’attacco hacker, però, era rappresentato dal fatto che i dati sensibili dei viterbesi potessero essere finiti nelle mani di soggetti malintenzionati. Un’eventualità che, a quanto pare, sarebbe stata fortunatamente sventata. 

PA Digitale, la piattaforma che cura il sistema di gestione digitalizzato della pubblica amministrazione italiana, ha infatti tranquillizzato i cittadini: “Westpole - si legge in una nota stampa dell’ente - non ha evidenziato, né durante il periodo di esecuzione dell’attacco, né durante i giorni precedenti, alcuna esfiltrazione di dati”. E, sebbene siano passati esattamente dieci giorni dall’offensiva dei pirati informatici, la risoluzione del problema sarebbe a buon punto: “Abbiamo operato sin da subito per ottenere da Westpole il ripristino di una nuova infrastruttura affidabile e sicura sulla quale, attivando propri gruppi di lavoro in emergenza, ha proceduto alla reimportazione dei dati dei propri clienti partendo da backup di dati, operando, senza limiti di risorse e orario, per garantire un’effettiva, sicura e tempestiva ripresa dei servizi. I clienti - continua la nota - sono progressivamente in fase di riavvio a scaglioni e per gruppi successivi, con le prime riattivazioni avvenute già nella giornata di ieri. Man mano che i singoli clienti vengono ripristinati sulla nuova infrastruttura viene loro riattivato l’accesso ai servizi applicativi e da quel momento il cliente potrà tornare ad operare nel sistema”. I dati sensibili dei viterbesi, dunque, sarebbero al sicuro.

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