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Giovedì, 13 Giugno 2024
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“Sull’aeroporto c’è qualcuno che ha preso in giro i viterbesi, serve uno svincolo urbanistico che non è mai stato presentato”

Le parole pronunciate dal viceministro alle Infrastrutture, Galeazzo Bignami, nel corso dell’evento di venerdì sull’aeroporto viterbese

L’aeroporto civile di Viterbo, intitolato a Tommaso Fabbri, diventerà un Regional Airport ed entrerà in un circuito formato da altre 40  strutture sparse in tutta Italia. Ad annunciarlo, venerdì, i rappresentanti dell’Enac. La seconda pista, lunga 1500 metri, sarà certificata per l'uso civile grazie a una normativa internazionale e, salvo piccoli interventi, potrà quindi essere utilizzata dai voli omologati. Saranno inoltre riqualificati i raccordi che collegheranno le due piste all’area civile, la quale verrà ampliata per consentire che gli aeromobili non sostino solo sull’erba ma su stalli veri e propri. Infine verrà riqualificata la recinzione che divide le due aree e rifatta la segnaletica delle piste. L’obiettivo è quello di incrementare la capacità e garantire idonei standard sicurezza per operare. Lo stesso si sta facendo su Roma, sull’aeroporto dell’Urbe, seguendo l’esempio di quello di Pavullo nel Frignano. 
 

Nel corso della conferenza stampa è intervenuto anche il viceministro alle Infrastrutture Galeazzo Bignami, il quale ha prima analizzato i benefici che l’operazione porterà alla città dal punto di vista turistico e poi ha fatto alcune considerazioni sul futuro del sito che si trova in strada Castiglione.

“Sull’aeroporto di Viterbo qualcuno ha voluto evidentemente prendere in giro i territori, qualificandolo con prospettive irrealizzabili”. L’intervento dell’esponente di Fratelli d’Italia era volto a stoppare le voci sulla realizzazione in città di uno scalo di dimensioni simili a quelli di Fiumicino e Ciampino. “Questa ipotesi non è mai stata presa in considerazione, se non da chi ha voluto parlarne in termini propagandistici”. Ad oggi, l’aeroporto ha una doppia funzionalità civile e militare e Bignami spiega per quale motivo non potrà ospitare voli di grande portata: “Manca uno svincolo urbanistico che non mi risulta essere mai stato realizzato. Non è mai stato presentato un piano a riguardo e, anzi, questo aeroporto è sempre stato di grande operatività militare, anche oggi”. 

“Mauro Rotelli - ha concluso il viceministro -  ha sempre esposto lo stato delle cose con chiarezza. Sull’aeroporto non ha mai detto una parola che non fosse di coerenza e chiarezza, nonostante non fossero certamente affermazioni remunerative dal punto di vista elettorale.

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