Domenica, 14 Luglio 2024
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"Tuscia a rischio nucleare, uno scandalo: il ministro Fratin ha ignorato le richieste del territorio"

Duro intervento del Biodistretto della via Amerina e delle Forre dopo che il ministero ha pubblicato la lista delle aree idonee a ospitare il deposito di rifiuti radioattivi: 21 su 51 sono nel Viterbese

Riceviamo dal Biodistretto della via Amerina e delle Forre e pubblichiamo

La misura è colma. È stato pubblicato l'elenco ufficiale delle 51 aree idonee a ospitare il deposito di 100mila tonnellate di scorie nucleari. Di queste, ben 21 sono nel Viterbese, ovvero il 40% dei siti previsti nell'intero territorio nazionale. 

La Tuscia, non il Lazio come si racconta, è il territorio con il maggior numero di siti potenzialmente idonei alle scorie nucleari in Italia: una cosa scandalosa. Lo è logicamente, se pensiamo che la Tuscia rappresenta più o meno l'1% della superficie del territorio italiano. Ma lo scandalo è ancor più serio se si vanno a guardare i documenti sia scientifici e tecnici che accademici dell'Università degli studi della Tuscia, esperti, responsabili delle istituzioni, l'intero tessuto produttivo della provincia e lo stesso Biodistretto hanno più e più volte illustrato ai tecnici della Sogin.

La Sogin e il ministero non hanno raccolto una parola del grande lavoro che è stato fatto, anzi hanno reso ancor più problematica la posizione della provincia viterbese. Scandalo nello scandalo è l'atteggiamento del ministro Fratin, che ha ignorato la richiesta di chiarimento che viene da tanto, troppo tempo da 35 sindaci della Tuscia.

Alleghiamo la lettera che quattro giorni orsono abbiamo inviato a tutti gli esponenti dei partiti di maggioranza e di opposizione e ai loro rappresentanti nel consiglio regionale del Lazio e in parlamento. Questa lettera, se ieri sottolineava un problema, oggi ha il significato di un'urgenza e di un'emergenza che non può essere né ignorata né rinviata.

Gent….

come Biodistretto della via Amerina e delle Forre intendiamo sottoporle un problema che può avere conseguenze molto serie. Avvertiamo l'obbligo di questa lettera perché molto abbiamo fatto per coinvolgere sindaci e opinione pubblica viterbese sul tema delle scorie nucleari.

Sono passati ormai 9 mesi da quando 35  sindaci del Viterbese hanno scritto al ministro dell'Ambiente Pichetto Fratin per chiedere un incontro . Un incontro per illustrare le ragioni del nostro rifiuto all'ipotesi di ospitare nel Viterbese il deposito di "scorie nucleari", posizione che è stata condivisa dall'intero tessuto sociale, politico e istituzionale della Tuscia.

Durante questi mesi il ministro ha ripetutamente incontrato sindaci e istituzioni del Piemonte sul tema "scorie nucleari", ignorando la richiesta che viene dai sindaci del nostro territorio. È una scelta quella di un esponente importante del governo sorprendente e inaccettabile.

È evidente che il protrarsi di questo comportamento da parte del ministro obbligherà la Tuscia nel suo insieme a prendere tutte le iniziative utili a rendere chiare le ragioni del nostro diniego all'ipotesi di portare nel nostro territorio 100mila tonnellate di scorie nucleari.

Cordiali saluti,
Famiano Crucianelli
Presidente del Biodistretto della via Amerina e delle Forre

Biodistretto della via Amerina e delle Forre 

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