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Venerdì, 24 Maggio 2024
LA DICHIARAZIONE

"Busto di Mussolini in casa? Uno dovrebbe ringraziare Dio di avere in casa una scultura di Wildt"

Vittorio Sgarbi senza mezzi termini: "L’arte è arte, se ne facciano una ragione i quattro gatti dell'opposizione"

Vittorio Sgarbi, sottosegretario alla Cultura e assessore alla Bellezza del Comune di Viterbo, torna a parlare di arte e fascismo. A riguardo dell’argomento, il critico sembra avere un’idea molto chiara: scindere quel che fu il fascismo, in termini politici, da quel che fu il fascismo a livello artistico ed architettonico. 

Rispondendo a Enzo Marzo, alla fine di novembre scorso, Sgarbi disse: “L’ultimo stile italiano è lo stile fascista e una grande architettura, degna di Palladio e di Bramante, è la Casa del Fascio di Terragni a Como. Questo è un dato sicuro e l’UNESCO lo dimostra. Avere indicato Asmara, vuol dire indicare tutte le architetture e le città che il fascismo ha voluto e anche le città di fondazione come Latina. Il fascismo è stato un momento storico durato vent’anni, con pagine orrende come le leggi razziali e la limitazione della libertà [mi pare sufficiente], ma non è un fenomeno che possa essere ridotto all’olio di ricino e alla violenza: il fascismo è stato anche la Treccani, l’INPS, l’Accademia dei Lincei”.

Ieri, all’inaugurazione della mostra viterbese sui grandi falsi dell’arte ideata da lui, “Fakes”, Sgarbi è tornato a bomba su una questione, quella dei busti di Mussolini: “Averne in casa? Uno dovrebbe ringraziare Dio di avere una scultura di Wildt in casa. È un’opera d’arte e l’opposizione deve farsene una ragione, anziché montare casi. Ma parliamo dei Cinque Stelle, quattro gatti”. Del resto, non è la prima volta che il sottosegretario alla Cultura si esprime così. In difesa di Ignazio La Russa, presidente del Senato accusato di avere in casa i busti del Duce, disse: “Non li ha. E se li ha, possono essere opere d'arte. Ligabue, grande artista, ha fatto il busto di Mussolini. Il Fascismo ha espresso arte”. Anche in quella circostanza, Sgarbi citò Adolfo Wildt, scultore milanese morto nel 1931, autore di opere e pubblicazioni, tra le quali, appunto, diverse copie di busti raffiguranti Mussolini. Uno di questi, quello che adornava la Casa del Fascio a Milano, venne distrutto a picconate nel ‘45, ma ancora oggi ci sono varianti conservate al museo civico di Brescia e alla Galleria d’Arte Moderna di Milano. Anche se, quest’ultima, più che un busto è una vera e propria maschera.

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