CALO DEMOGRAFICO

Giovani in fuga dalla Tuscia: in dieci anni scappati 10mila ragazzi

Il report della Cgia di Mestre evidenzia il calo della popolazione giovanile nella provincia di Viterbo. Effetti anche sul mondo del lavoro

I giovani scappano dalla Tuscia, dal post-Covid se ne sono andati in 10mila. A rivelare il dato è la Cgia di Mestre, che ha redatto un approfondimento sulla diminuzione della popolazione giovanile in Italia dal quale è emerso che, negli ultimi dieci anni, è sceso di quasi un milione il numero dei cittadini tra i 15 e i 34 anni.

Il dossier analizza sia la situazione a livello regionale che provinciale e sistema in una classifica, dalla percentuale peggiore alla migliore, le varie zone. Il Lazio si piazza a metà, con una diminuzione del 7%. Nel 2013 i giovani erano un milione e 215mila, nel 2019 un milione e 161mila e, nel 2023, un milione e 130mila. La peggiore è la Sardegna (-19,9%) e la migliore l’Emilia Romagna, che anziché perderne ne ha guadagnati per il 2,1%. 

Sulle 107 province italiane, anche in questa classifica, Viterbo è tra le prime posizioni. Si trova infatti al 31esimo posto ed è la seconda con il dato peggiore dopo Frosinone. I giovani presenti nella Tuscia nel 2013 erano oltre 68mila e nel 2019 c’era già stata una flessione, visto che si era passati a 61mila. Dopo gli anni orribili del Covid, nel 2023, adesso i cittadini tra i 15 e i 34 anni nella nostra provincia sono 58mila. In totale, in questi dieci anni, il Viterbese ha perso il 14%, vale a dire 10mila unità. 9mila e 558, ad esser precisi.

Come detto, nel Lazio fa peggio solo il territorio della Ciociaria, che ha perso 21mila 975 giovani dal 2013 ad oggi. Frosinone è, in percentuale, l’ottava provincia in Italia che ha subito un calo maggiore. Questo calo demografico potrebbe avere serie ripercussioni anche sul mondo del lavoro.

“Tra il 2023 e il 2027 - spiega la Cgia di Mestre -, ad esempio, il mercato del lavoro italiano richiederà poco meno di tre milioni di addetti in sostituzione delle persone destinate ad andare in pensione. A legislazione vigente, pertanto, nei prossimi 5 anni quasi il 12 per cento degli italiani lascerà definitivamente il posto di lavoro per aver raggiunto il limite di età. Con sempre meno giovani destinati a entrare nel mercato del lavoro, rimpiazzare una buona parte di chi scivolerà verso la quiescenza diventerà un grosso problema per tanti imprenditori”.

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