Mercoledì, 17 Luglio 2024
STRANE STORIE / Ellera

Il catasto è sempre più un disastro: il campo dell'Ellera intestato a tre ultracentenari

I proprietari sono due donne di 104 e 107 anni e un uomo che avrebbe raggiunto la veneranda età di 133 anni

Più che catasto, bisognerebbe forse chiamarlo catastrofe. Nel grande elenco degli immobili inseriti all’interno del patrimonio comunale, da un po’ di tempo, emergono delle situazioni incredibili e assurde. Il caso più clamoroso è sicuramente quello del Rocchi, lo stadio della Viterbese che non risultava essere mai stato annoverato ufficialmente tra gli immobili del Comune. Ma poi sono emerse anche tre scuole: Pila, Vanni e Canevari. E ora, a chiudere - per il momento - il cerchio c’è un altro stadio, certamente minore rispetto a quello della Palazzina, ma comunque tecnicamente di proprietà pubblica. Peccato che sia intestato a tre ultracentenari.

Il campo dell’Ellera, oggi casa del Viterbo football club, squadra dilettantistica a trazione perlopiù giovanile che annovera anche una squadra femminile, non è accatastato. E formalmente non appartiene, dunque, a palazzo dei Priori. I proprietari sono tre ultracentenari, qualcuno supponibilmente deceduto: due donne, una classe 1917 e l’altra 1920, e un uomo nato nel lontano 1891. Si tratta di una signora napoletana, una romana e un signore di Ancona, usufruttuario parziale. Oggi, avrebbero rispettivamente 107, 104 e l’uomo la veneranda età di 133 anni. Essendo introvabili notizie riguardanti un cittadino anconetano - questo dicono i documenti - che abbia superato la soglia dei 130 anni, bisogna dedurre che il signore sia defunto. Dunque, le carte dicono che il campo è, fra gli altri, di un morto. Un fatto abbastanza grottesco, perché - in realtà - l’impianto dell’Ellera è stato sempre considerato dalle precedenti amministrazioni come di proprietà del Comune.

Addirittura, nell’ambiente sportivo cittadino si vociferava fino a poco tempo fa che il Comune e la società fossero in trattativa per realizzare il manto erboso in sintetico. E, negli anni scorsi, da quando è nato il Viterbo football club, le amministrazioni ci avrebbero anche effettuato dei lavori. Tutto abbastanza al limite, forse troppo. Impensabile che possa accadere una cosa simile nel 2023. Tralasciando la tolleranza della legge in casi come questo, si evince comunque un grande lassismo da parte della pubblica amministrazione. E ora, purtroppo, saranno le casse comunali, dunque i cittadini, a rimetterci.

Per regolarizzare la questione, difatti, sarà necessario affidare un incarico esterno a un professionista per scartabellare ogni documento ed elaborare il piano particellare. Le possibilità sono quelle dell’usucapione o della cessione bonaria, ma la salvezza potrebbe essere il ritrovamento di una convenzione urbanistica. Se sarà stata fatta solo la variazione, bisognerà rifare tutto da capo come se il campo non fosse del Comune. Una storia assurda che potrebbe non essere l’unica, come si è visto in passato. Vien da chiedersi come sia stato possibile arrivare a questo punto.

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