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TUSCIA DISABITATA

Tuscia a rischio desertificazione: a Viterbo 7mila 570 case disabitate, desolate le località di mare

I dati rivelano che la Tuscia quanto ad abitazioni non occupate ottiene numeri non proprio confortanti

La Tuscia, nei prossimi anni, potrebbe diventare una provincia desertica. Questo se non saranno presi provvedimenti mirati per il ripopolamento della città, specialmente nelle zone attualmente meno abitate. È quanto emerge dallo studio elaborato e divulgato dal portale Openpolis, che ha raccolto tutti i dati dei comuni italiani relativi al numero di case inabitate. Viterbo, in questo calderone, ne vanta ben 7mila 570 su tutto il territorio comunale. In totale le abitazioni censite sono oltre 38mila, ciò vuol dire che quelle non occupate sono il 20%. 

Una statistica sulla quale, certamente, incidono diversi fattori di natura economica, sociale e demografica. Come noto, l’indice di natalità è sceso, in appena sei anni, da un tasso di 8,27 a 6,06 nuovi nati ogni mille abitanti. A questo bisogna aggiungere che, economicamente, il capoluogo vive un momento complicato, segnato dalla crisi, dall’inflazione e dalla mancanza di imprenditoria a livello locale. A coronare il quadro c’è poi la situazione del mercato immobiliare, che in città da diversi anni mantiene un andamento instabile e schizofrenico e ha generato una colossale svalutazione degli immobili. Per questo, buona parte di quelle 7mila 570 case a oggi non abitate è attribuibile a un mix di causa-effetto ormai noto da molto tempo.

In confronto ad altri centri abitati delle sue dimensioni, Viterbo è tutto sommato nella media. A Pomezia, il numero di abitazioni inoccupate è pari al 22,3% del totale, mentre a Massa tocca il 27%. L’unica a fare meglio, ma di poco, è Lucca con un onesto 16%. Siena, che però conta la metà degli abitanti, è invece al pari della città dei papi con un 20%. 

Ma il report di Openpolis analizza anche tutti gli altri 60 comuni della Tuscia e, in alcuni di questi, la situazione sembra essere più seria. Partendo dai grandi centri, Civita Castellana fa meglio di Viterbo e, a fronte di 7mila 724 abitazioni, quelle non vissute sono 1214, il 15%. Dato tra i più bassi della provincia. Non va altrettanto bene a Montefiascone, dove la percentuale tocca il 28%. Tuscania e Vetralla, dal canto loro, sono bene o male in linea coi parametri del capoluogo, con rispettivamente il 20% e il 22%. 

Ma ci sono, come sempre, delle note dolenti. In alcuni comuni, il tasso di case vuote si alza fino a toccare, o superare, addirittura il 50%. A Valentano, per esempio, ce n'è il 47%. Peggio ancora nella piccola Tessennano (49%). L’anomalia, in un certo senso, è rappresentata dalle località turistiche, che sono quelle con i numeri più alti. Capodimonte, sulle sponde del lago di Bolsena, raggiunge il 52%. Ma il clou lo offrono i due principali lidi della Tuscia: Tarquinia e Montalto. Nel Tarquiniese si arriva al 44%, dato comunque alto ma molto più basso di quello segnato dal comune del litorale maremmano dove la percentuale di case non occupate tocca il 55%. Su 9mila 375, ce ne sono ben 5mila 152. Un’enormità. De facto, la zona costiera è letteralmente desolata.

Urge, dunque, un piano concreto per il ripopolamento al fine di invertire una tendenza che non sta assolutamente andando per il verso giusto. I Comuni, in realtà, possono fare poco se non adottare politiche e provvedimenti mirati ad incentivare l’acquisto o l’affitto degli immobili. Il grosso dovrebbe farlo lo Stato. E, si sa, questo molto spesso implica tempi biblici.

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