rotate-mobile
Sabato, 22 Giugno 2024
Attualità

I viterbesi non fanno più figli e aumentano gli stranieri: l'Istat fotografa la Tuscia

Viterbo è la provincia del Lazio con il più basso tasso di natalità: i dati del censimento Istat

Nella Tuscia non si fanno più figli, in compenso aumentano gli stranieri. A dirlo è l'Istat, che ha da poco divulgato gli esiti del censimento risalente al 2021. Il focus principale, chiaramente, è sul numero degli abitanti e tutti gli aspetti collegati come, appunto, il tasso di natalità, quello di mortalità, l'incidenza dei flussi migratori e molto altro.

Partendo dalla situazione a livello regionale, la popolazione legale nel Lazio, definita sulla base del censimento, al 31 dicembre 2021 ammonta a 5 milioni 714mila 882 residenti, in calo dello 0,3% rispetto al 2020 (-15mila 517 individui) e in aumento del 3,9% rispetto al 2011. Il decremento rispetto al 2020 si deve alla dinamica naturale negativa non compensata dalla correzione censuaria positiva e da un saldo migratorio in ripresa. Il tasso di mortalità è aumentato, passando dal 10,9 per mille del 2020 all’11,2 per mille del 2021 con un picco del 13,8 per mille nella provincia di Rieti. 

Gli stranieri censiti sono 618mila 142 (-17mila 427 rispetto al 2020), circa 12 cittadini ogni 100 censiti. Provengono da 186 paesi, prevalentemente da Romania (31,8%), Filippine (6,9%) e Bangladesh (6,5%). Le donne sono il 51,6% della popolazione residente, superando gli uomini di oltre 178mila unità, prevalentemente a causa della maggiore longevità femminile. L’età media si è innalzata rispetto al 2020 da 45,7 a 46,0 anni. Latina e Roma sono le province più giovani (rispettivamente 45,2 e 45,8 anni), mentre Rieti quella più anziana (oltre i 48 anni). 

Gli analfabeti e alfabeti senza titolo di studio rappresentano il 3,8% dei residenti, il 25,2% dei residenti ha conseguito il diploma di licenza media, il 39,3% ha il diploma di scuola secondaria o di qualifica professionale, il 19,9% possiede un titolo accademico. Crescono gli occupati rispetto al 2011 (oltre 124mila persone in più, +5,7%), soprattutto fra le donne (+6,9%). Aumentano le persone in cerca di occupazione (+4,1%), in particolare per la componente maschile (circa 11mila unità in più, pari a +7,9%).

Su scala locale, invece, il primo dato da rilevare è che la provincia di Viterbo ha sì perso degli abitanti ma meno rispetto a tutte le altre province laziale. Nel 2020 i viterbesi erano 308mila 830, nel 2021 sono passati ad essere 308mila 737. Un calo di 93 abitanti per una variazione nemmeno rilevata in percentuale. La diminuzione aumenta però se confrontata al 2011, quando i viterbesi erano quasi 313mila. In percentuale si parla di un -1,3%. In 10 anni, comunque, la Tuscia è stata quella che ha subito meno il crollo demografico, essendo quella con il minor tasso di decrescita, considerando che solo Roma e Latina sono andate in positivo registrando un aumento del 5,5 e del 4,5%. 

Il dato più preoccupante è però quello relativo al tasso di natalità e quello di mortalità. Il Viterbese è il territorio in cui il primo indicatore è piu basso, con solo il 5,8%. Un calo ulteriore rispetto al 2020, quando era al 5,9%. Ciò vuol dire che i viterbesi non fanno più figli. Solo a Rieti la situazione è simile, con un tasso di natalità al 5,7%. I reatini partivano tuttavia da un 6% nel 2020. A Viterbo, inoltre, il tasso di mortalità è piuttosto alto, addirittura più alto di quello medio regionale e nazionale. Si parla di un 12,8%. Non solo non si fanno più figli ma, in più, si muore anche più facilmente rispetto ad altre zone. E, infatti, la nostra è la seconda provincia con l'età media più elevata: 47,4 anni. Il rapporto percentuale tra la popolazione in età 40-64 anni e la popolazione in età 15-39 anni è il più alto del Lazio, essendo pari al 155%. 

In questo quadro, certamente poco confortante, si inserisce anche l'immigrazione. A Viterbo ci sono 30mila abitanti stranieri, questo vuol dire che costituiscono il 9,7% della popolazione. Questo tasso d'incidenza è il più alto dell'intera regione escludendo naturalmente Roma, che conta mezzo milione di immigrati. Calano le nascite, dunque, ma aumentano gli immigrati. Una situazione che, a lungo termine, potrebbe portare a un crollo verticale della popolazione. Per il momento, il viterbese non è ancora una "specie in via d'estinzione" ma potrebbe presto diventarlo.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I viterbesi non fanno più figli e aumentano gli stranieri: l'Istat fotografa la Tuscia

ViterboToday è in caricamento