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Centrale Enel, l'ex sindaco Sergio Caci: "Che fine hanno fatto i progetti di riqualificazione?"

L'ex amministratore del comune di Montalto di Castro interviene dopo la sentenza del Tar che respinge il ricorso di Enel

Una battaglia lunga anni quella che riguarda il relitto dellla centrale A. Volta a Montalto di Castro. L'iter iniziato nel 2017 con uno studio sull'impatto ambientale che il colosso ha inserito nell'ambiente del territorio comunale. Da quel momento in poi nonostante i progetti presentati e ventilati, e le delibere di giunta la situazione non ha ancora trovato un epilogo. Enel Produzione Spa, nonostante la delibera  ter Tar del Lazio che respinge il ricorso contro l'ordinanza, ha promesso battaglia e porterà la questione davanti al consiglio di Stato.

L'ex sindaco

"Apprendo con soddisfazione che il Tar Lazio ha respinto il ricorso di Enel Produzione Spa contro l'ordinanza del comune di Montalto di Castro, con la quale avevamo disposto la demolizione del relitto ex-nucleare della centrale Alessandro Volta. Nel procedimento, una volta avviato e a sostegno delle nostre tesi, intervenne anche il Codacons.-ha dichiarato l'ex sindaco Sergio Caci dopo la notizia della sentenza - Il Tar, nella sentenza,  indica  una reciproca e leale collaborazione tra Comune ed Enel riguardo la demolizione. E qui penso al Museo della Transizione Energetica, presentato nell'aprile del 2022, 'Il Progetto Montalto',  al centro informazioni della Centrale Alessandro Volta ed al quale avevamo aderito, come molti stakeholder, con molto entusiasmo. A distanza di due anni mi chiedo che fine abbia fatto, considerato che non leggo nulla né tra le delibere del comune, né tra i comunicati di Enel".

L'ordinanza di demolizione

"Nel 2017, pochi mesi dopo l'inizio del mio secondo mandato, come amministrazione abbiamo commissionato uno tudio di fattibilità tecnico giuridica riguardo i grandi complessi di natura industriale di notevole e straordinario impatto ambientale nel territorio comunale. L'avv. Angelo Annibali dello studio legale Aoerre e l'esperto Andrea Talenti ce lo consegnarono e nell'aprile 2018, il consiglio comunale approvò il lavoro all'unanimità. Proprio da quello studio scaturì l'ordinanza di demolizione. L'obiettivo era quello di porre in essere nel territorio interventi mirati alla tutela ambientale e paesaggistica, volti alla conoscenza, alla conservazione ed al ripristino del patrimonio ambientale. Furono scelti dei parametri da seguire con dei punteggi che andavano da 0 a 25, dove da 20 a 25 era necessario intervenire direttamente sulle criticità, mediante l'applicazione di misure correttive: la centrale rientrava in questa ultima fascia. Auspico quindi che Enel e comune riprendano il dialogo intrapreso durante la passata amministrazione e che la reciproca collaborazione, stimolata dal Tar, si traduca nel ripristino del luoghi, ottemperando all'ordinanza, o nella realizzazione del Museo progettato dallo studio d’architettura Acpv  Antonio Citterio Patricia Viel - scrive Sergio Caci  - Quest'ultima soluzione, come dichiarato già durante la conferenza di presentazione, mi sembra la più vantaggiosa per lo sviluppo turistico ed economico dell'area".

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