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IL CENTRO PIANGE MISERIA / Centro Storico / Via Roma

Il centro perde (ancora) pezzi, chiude un altro negozio di via Roma. Delusione per i saldi

Un'attività abbassa le saracinesche, ma neanche gli sconti di gennaio rianimano lo shopping viterbese

Dopo quelle annunciate alla fine dell’anno, il centro storico fa i conti con altre chiusure. In via Roma, alle porte del Corso e a pochi metri da San Pellegrino, un’altra attività abbasserà la saracinesca. Secondo quanto raccolto da ViterboToday, il titolare sarebbe anche intenzionato a cederla, di modo che il negozio, con il suo marchio, possa continuare ad esistere. Tuttavia, cessione o meno, si tratta dell’ennesimo caso in cui un imprenditore del centro storico è costretto a gettare la spugna. Le cause sono quelle ormai tristemente note a tutti i viterbesi: “Il centro storico non attrae più - spiega il proprietario - né per quanto riguarda l’abbigliamento né per quel che riguarda il commercio in senso generale”. Una frase sentita e risentita, sempre attuale.

La parte di città dentro le mura, in particolare per via di fattori di natura sociale ed economica, è ad oggi diventata una parte della periferia. Affitti in nero, occupazioni, degrado, incuria e quell’innato senso d’insicurezza percepito dai cittadini hanno trasformato quello che una volta era il tempio dello shopping in un luogo desolato e urlante di dolore. A testimoniarlo, oltre ai residenti, c’è chi al centro ci lavora: “Ho deciso di lasciare perché fare oggi un investimento qui - racconta C. - non vale il rischio, che è elevatissimo. La clientela si è ridotta, gli incassi pure e di contro sono aumentate le spese. Oltre all’affitto ci sono le bollette e il costo della merce, cresciuto in maniera insostenibile da dopo la pandemia”. 

Nemmeno i saldi di gennaio hanno rianimato lo shopping. “C’è delusione - confessa M., titolare di un negozio tra piazza delle Erbe e corso Italia - perché non sono andati come immaginavamo. Eppure il Natale ci aveva fatto ben sperare”. Chi deve fare acquisti, anziché recarsi in centro, preferisce andare nella zona a nord della città, quella dei parchi commerciali San Lazzaro e Città dei Papi. Lì sì che gli imprenditori fanno affari. Ed è diventata, anche questa, una lapidaria sentenza inoppugnabile. Secondo quanto riportato a novembre da Confimprese Viterbo, tra San Pellegrino, corso, via Roma, via Matteotti e altre zone fuori le mura, si attende la chiusura di una decina di attività in questa prima parte del nuovo anno. Un’ecatombe le cui responsabilità, per onestà intellettuale, non possono essere attribuite all’attuale amministrazione comunale. Ma adesso in Comune c’è la giunta Frontini e ad essa spetta il compito di fare qualcosa per evitare la deriva. AAA soluzioni cercasi. E pure disperatamente.

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