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Mercoledì, 12 Giugno 2024
TURISMO

Viterbo vuole essere Capitale europea della cultura ma non ha nemmeno un sito turistico...

Lo strano caso di una città senza siti internet dedicati ai turisti che vuol diventare Capitale europea della cultura

Mentre non si sa ancora quali siano le reali pretese della candidatura della città a capitale europea della cultura, in città - ma anche fuori - c’è chi ha fatto notare un dettaglio non esattamente di poco conto. Viterbo, ad oggi, non ha nemmeno un sito turistico. Non esiste un portale dedicato ai visitatori, nel quale vengano esposte le bellezze del capoluogo, i suoi monumenti oppure un calendario degli eventi presenti in città. I siti esistenti o sono stati chiusi oppure sono fermi a diversi mesi - in alcuni casi anni - fa. 

E pensare che Chiara Frontini e Silvio Franco avevano dedicato molta attenzione al turismo, non mancando di elogiare quelli che sarebbero dati ottimi relativi ai flussi di visitatori in città. Non va inoltre dimenticato il famoso bando per la comunicazione da 500mila euro, con il quale l’amministrazione puntava a costruire la candidatura di Viterbo a capitale europea della cultura. Al netto di tutto questo, la realtà è quella di una città sprovvista di un servizio che in altri luoghi è considerato il minimo sindacabile. Una mancanza grave, soprattutto perché la storia recente ci ricorda di grandi investimenti andati letteralmente al macero. 

In origine, un sito esisteva. VisitViterbo, questo era il suo nome. La sua è una storia travagliata. Nel 2021 il Comune ha pagato 54mila euro alla Factory121, un’agenzia di comunicazione, per gestire e soprattutto rifare il sito. VisitViterbo, infatti, era nato ai tempi dell’amministrazione Michelini su intuizione della Editions Srl. La cifra iniziale era 10mila euro, con i quali la predetta società non solo aveva costruito il sito ma anche una serie di altri optional come l’app collegata e le audioguide per i turisti. Ma, con l’arrivo in Comune di Giovanni Arena, la Editions è stata mandata a casa per il “principio di rotazione”. Al suo posto prima la Wecom, che, per 22mila euro circa, prese l’incarico di rifare il sito e gestire i social. Anche se, in tre anni, come testimoniano gli screenshot di Wayback, la macchina del tempo di tutti i siti internet, c’è stata pochissima attività da parte degli amministratori. E quindi, 22mila euro per, sostanzialmente, continuare ad utilizzare il sito precedente, con tanto di credits. Dopo la Wecom è stato poi il turno di Factory121, la quale, nel 2021, si è aggiudicata un contratto da ben 54mila euro per rifare e gestire VisitViterbo insieme a tutto il pacchetto della comunicazione comunale. Nessuno, al momento della nuova assegnazione, ha sollevato il problema relativo al fatto che la rielaborazione dovesse esser già stata fatta dai precedessori. Nonostante i soldi già spesi. La cosa incredibile è che, nel frattempo, la struttura originaria del sito è sparita, cancellata. Tutti i contenuti sono stati cestinati e questo comporta un gigantesco danno a livello d’indicizzazione per VisitViterbo. Questo fino a pochi mesi fa, perchè adesso il sito è scomparso. Digitando il dominio, si viene reindirizzati al sito istituzionale del Comune. Non che prima ci fosse molto: oltre ai banner ed ai trafiletti relativi agli eventi, solo una dozzina di link che ricollegano a siti come Airbnb, Booking, The Fork e Tripadvisor e Puntarellarossa.com. Decisamente poca roba, soprattutto a fronte della cifra impiegata.

Complessivamente, per l’operazione VisitViterbo, il Comune ha sganciato 80mila euro. Soldi che, ovviamente, sono dei cittadini viterbesi. Investimento floppato senza appello, visti i risultati. E in Comune tutti si trincerano dietro al silenzio più totale, compreso l’assessore competente, Silvio Franco. L’unico a parlare e a tracciare una linea di buonsenso da seguire, in questi mesi, è stato Alfonso Antoniozzi, assessore alla Cultura. “Chiederemo in bilancio i fondi per assumere un nuovo social media manager, perché abbiamo la necessità di una figura che faccia faville in vista della candidatura a Capitale europea della Cultura. Non cerchiamo uno che si limiti a pubblicare veline”. E infatti, quando è scaduto il contratto con Factory121, Palazzo dei Priori ha costruito il famoso bando rimasto però fermo al palo: “Questo tipo di comunicazione non funziona e bisogna cambiarla. Il nostro obiettivo è arrivare credibili alla candidatura a Capitale europea, purtroppo i mezzi di adesso non sono sufficienti. La tranche destinata a VisitViterbo sarà gestita da chi vincerà la nuova gara”. Il problema è che, di questa gara, non se ne sa nulla.

Se VisitViterbo è ormai scomparso dalla galassia internettiana, ci sono altri siti non istituzionali che ripercorrono le sue orme. Infoviterbo.it ad esempio è fermo al 2017,  mentre Experienceviterbo.com è anch’esso andato in down. Trovarne uno che funzioni è difficile, ma non impossibile: quello di PromoTuscia, azienda di servizi turistici nata nel ‘94 che gestisce l’ufficio turistico di Viterbo allo Spazio Pensilina. Lì è possibile trovare informazioni dettagliate circa tour e le varie esperienze da poter vivere nella Tuscia. Ma si tratta di un sito “privato”. Per quelli pubblici ci sarà da aspettare ancora chissà quanto tempo.

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