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Martedì, 28 Maggio 2024
LA SPESA PUBBLICA

Farmacie Francigena in profondo rosso, ma spunta una maxi-consulenza da 50mila euro

Nonostante le corpose perdite del ramo farmaceutico, la società comunale ha pagato una discreta somma a un consulente che dovrebbe occuparsi di rilanciare le farmacie: tutti i dettagli

Si è parlato abbondantemente del profondo rosso in cui sguazzano le farmacie comunali gestite da Francigena, la società multiservizi del Comune di Viterbo. Nell’ultima relazione sullo stato d’attuazione del piano di risanamento, l’amministratore unico Elisabetta Ferrari ha fatto una panoramica della situazione finanziaria, elencando nel dettaglio tutte le statistiche delle varie Asa (Aree strategiche d'affari), comprese quelle relative al settore farmaceutico.

Le farmacie comunali che fanno capo a Francigena sono due, quella di Santa Barbara e quella della Quercia. Entrambe hanno registrato una perdita importante, pari complessivamente a 149mila euro (-60mila per la prima e -88mila per la seconda) ma, ciononostante, palazzo dei Priori sta pensando di aprirne una terza al Riello. Un dato non proprio edificante considerando che stiamo parlando di strutture le quali, normalmente, per i servizi che offrono, dovrebbero arrivare a raggiungere degli utili piuttosto elevati. Ne sono un esempio le farmacie private, che chiudono il bilancio con un bel segno più ad almeno tre zeri e non con quello opposto. Tuttavia, scavando a fondo, sono emersi altri particolari interessanti.

Su tutti una maxi-consulenza da 50mila euro a beneficio di un professionista che, perlomeno sulla carta, dovrebbe occuparsi di elaborare una strategia per rilanciare le sorti delle sgangherate farmacie di Francigena. La figura in questione è quella di Pietro Buldo, un manager esperto, per l’appunto, nella gestione di farmacie. Ferrari, di concerto con il Comune e l’amministrazione Frontini, ha scelto di puntare su di lui per la “gestione del piano di risanamento” delle attività di Santa Barbara e La Quercia. Buldo stesso si definisce “direttore del servizio farmaceutico”, il suo ruolo è quello di coordinatore. Del resto, affidarsi a un tecnico in situazioni avverse è ormai una consuetudine della politica. Ma il lavoro del superconsulente è comunque stato terreno di scontro a palazzo dei Priori. Il tutto per un vecchio incarico.

A sollevare dei dubbi è stata la consigliera di FdI Laura Allegrini che, prima in quinta commissione e poi in consiglio, ha reso noto che Buldo ha lavorato anche per Apoteca natura, brand che si definisce “la prima rete di farmacie benefit al mondo”. E fin qui nulla di strano, visto che Francigena ha bisogno di rilanciare in qualche modo il ramo farmaceutico aziendale. Ma Allegrini spiega: “Apoteca natura ha da poco siglato una convenzione con Francigena”.

Difatti, il logo del marchio campeggia in bella mostra sul sito della Srl comunale, che ha annunciato tramite una nota ufficiale l’accordo:  “Le farmacie comunali di Santa Barbara e La Quercia aderiscono ad Apoteca natura, un network internazionale di farmacie capaci di ascoltare e guidare le persone nel proprio percorso di salute consapevole, grazie alla specializzazione sulle principali esigenze di cura e prevenzione, alla costante ricerca di una piena integrazione nella filiera sanitaria e all’accurata selezione dell’offerta con un particolare focus sui prodotti naturali. Al centro di questo percorso la persona, il rispetto del suo organismo e dell’ambiente in cui vive”.

Dunque, Buldo è stato incaricato da Francigena per occuparsi del rilancio delle attività e, successivamente, Francigena stringe una partnership con Apoteca natura, società per la quale Buldo lavorava in precedenza. Laura Allegrini ha posto alla giunta il fatto che, forse, si poteva pensare di affidare questo ruolo di coordinamento ai due nuovi direttori in arrivo, quello che sostituirà il dirigente andato in pensione e quello della terza farmacia del Riello, di imminente apertura. E, a quanto pare, non è l’unica. Anche alcuni esponenti della maggioranza del sindaco Frontini si sono domandati lo stesso, pur senza esplicitarlo in consiglio. Evidentemente, la scelta di legare a doppio filo la partecipata comunale a un network che dovrà occuparsi di rilanciare le sorti delle due farmacie. Il tutto tenendo ben presente che queste versano in condizioni tali che, se la loro natura non fosse pubblica ma privata, sarebbero tecnicamente fallite.

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