rotate-mobile
Giovedì, 29 Febbraio 2024
IL RICORDO

Viterbo non scorda i martiri delle foibe, in centro il corteo contro il negazionismo: “Fu una tragedia italiana ed europea”

Il corteo ha sfilato per le vie del centro e una corona d'alloro è stata deposta al cippo di valle Faul

Il corteo in ricordo dei martiri delle Foibe, stamani, ha attraversato la città. Partita alle 10,30 da piazza del Teatro, la processione, organizzata dal Comitato 10 febbraio, alle 11,15 è arrivata in piazza Martiri delle Foibe dove è stata deposta dal presidente della Consulta degli studenti, Luca Santo, una corona di fiori al cippo dedicato a Carlo Celestini, viterbese ucciso dai partigiani comunisti jugoslavi. Assieme a lui, i titini infoibarono migliaia di cittadini rei di essere italiani, 15 di essi provenienti dalla Tuscia. 

Dal 2004, data nella quale è stato istituito il giorno del ricordo, lo Stato commemora le vittime delle foibe. Quella perpetrata sul finire della seconda guerra mondiale, come appurato dagli storici, è stata una vera e propria pulizia etnica ai danni della comunità italiana presente in Istria, Fiume e Dalmazia. A tal riguardo, Silvano Olmi, presidente nazionale del Comitato 10 febbraio, ha dichiarato: “Purtroppo, ancora oggi c’è chi prova a negare quello sterminio. L’appello è quello di combattere il negazionismo”. 

Il corteo in ricordo dei martiri delle foibe

Presenti per tutta la manifestazione il deputato di Fratelli d’Italia Mauro Rotelli, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente del Consiglio comunale Marco Ciorba, l’assessore Elena Angiani, il presidente della Provincia Alessandro Romoli e il prefetto Gennaro Capo. Assente, per motivi personali, il sindaco Chiara Frontini. Anche diversi altri primi cittadini della Tuscia, come quelli di Civita Castellana, Vetralla, Bagnoregio, Vasanello, hanno partecipato alla manifestazione.

Silvia Stocco Moretti-2

“Quella portata avanti contro le comunità italiana nei territori di Istria, Fiume e Dalmazia - ha detto Silvano Olmi - fu un’operazione tipica dei regimi comunisti,  oppressione disertori. Non ha riguardato solo le popolazioni locali ma anche cittadini lì per lavoro, 15 i nati a Viterbo e provincia tra carabinieri finanzierI fucilati. Al momento di commemorazione ha partecipato anche Silvia Stocco Moretti, esule di Dignano d’Istria che ha trovato l’amore e fatto famiglia a Gallese.

Maurizio Federici, del comitato 10 febbraio, durante il momento di raccoglimento ha dichiarato: “Anni fa ci dissero che eravamo falsari della storia. Ancora oggi si dice che i martiri delle foibe sono criminali fascisti, è una vergogna”. Alessandro Romoli conferma, rivelando: “Giorni fa un comitato mi ha inviato una pec chiedendomi di non partecipare all’evento adducendo le stesse motivazioni citate da Federici”. Il presidente ha stigmatizzato il fatto, affermando: “Le vittime e gli esuli hanno sofferto anche per il disinteresse dello Stato, in certi casi legato anche a ragioni politiche. Oggi abbiamo il dovere di essere qui”. Ha concluso la mattinata l’intervento del prefetto Gennaro Capo: “C’è ancora molta animosità intorno a questa data che noi ricordiamo, serve intraprendere un percorso verso la pacificazione. Parliamo di una delle pagine più brutte dell’umanità, scritta durante un periodo segnato dal totalitarismo e dalla dittatura. Voglio ricordare a riguardo l’importanza di restare legati ai valori della nostra costituzione. Oggi ricordiamo i viterbesi scomparsi nelle foibe, ma un pensiero deve andare anche a quelli che ebbero il coraggio di farsi guidare dal senso dell’umanità accogliendo gli esuli, mettendo a rischio la loro stessa vita”.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Viterbo non scorda i martiri delle foibe, in centro il corteo contro il negazionismo: “Fu una tragedia italiana ed europea”

ViterboToday è in caricamento