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Cosa fare se si viene assaliti da un branco di cani inferociti

La tragica morte di Paolo Pasqualini riapre il dibattito sulla pericolosità di alcune razze di cani. Simone Parrinello, educatore cinofilo iscritto all'albo Fisc, spiega cosa fare in situazioni analoghe

"La mia idea è che tendenzialmente è sempre responsabilità dell'essere umano. Questo non vuol dire che non esistano delle razze che per caratteristiche fisiche possono fare più danni di altre, ma tutti i cani, se equilibrati, difficilmente possono assumere atteggiamenti aggressivi e pericolosi. Ovviamente questo è un discorso generico, poi dipende da caso a casa: ad esempio è sempre importante valutare anche il contesto in cui si sviluppa un comportamento aggressivo. A parlare, a Today.it, Simone Parrinello, educatore cinofilo iscritto all'albo FISC e tecnico di ricerca olfattiva presso ACSI. Interpellato dopo la morte di Paolo Pasqualini, sbranato da tre rottweiler a Manziana di proprietà di un 43enne che vive a Viterbo

Parrinello, quindi secondo lei non serve una legge che metta dei paletti sul possesso di certe razze di cani?

"Per come la vedo io sarebbe necessario che qualunque persona che vada ad adottare un cane faccia un minimo di percorso che gli dia un po' di cognizione i causa. Prendiamo il caso specifico: il Rottweiler è una razza che è stata riconosciuta ufficialmente all'inizio del 1900, ma in realtà è molto antica. Se ne ha notizia già ai tempi dei romani, quando veniva utilizzata per fare la guardia alle greggi, poi i legionari lo utilizzarono anche in combarrimento; come tutti i molossoidi è molto legato alle persone e al territorio e cerca di difenderle". 

Proprio per queste caratteristiche, non sarebbe il caso di trattare certe razze in modo diverso? Anche un Chihuahua può mordere, ma difficilmente può uccidere.

"Lo ripeto, per me non è una questione di razze: penso che ogni padrone dovrebbe seguire un corso per capire cosa significa stare con un cane, un corso che aiuti a sviluppare quella sensibilità di base nel capire quali sono i bisogni del cane che poi variano da soggetto a soggetto, perché anche un Chihuahua può creare molti problemi, ad esempio se non viene educato può abbaiare continuamente e creare situazioni di estremo disagio sia per i padroni che per chi abita vicino. C'è una casistica abbastanza ricorrente di interventi delle forze dell'ordine per sedare risse nei condomini che nascono dal comportamento di piccoli cani".

Ora mettiamoci nei panni di un runner che viene assalito da tre rottweiler. Cosa bisogna fare in quel caso?

"La premessa è che è difficilissimo mantenere freddezza e lucidità e i comportamenti corretti sono purtroppo controintuitivi, ovvero l'esatto contrario di quello che facciamo spontaneamente. La prima regola da seguire è quella di evitare il conflitto, bisogna reagire solo se si è messi alle corde, ovvero quando non c'è più nulla da fare. Se dei cani vengono verso di noi con fare aggressivo, la cosa migliore da fare è fermarsi e immobilizzarsi: istintivamente tendiamo ovviamente a scappare, magari sbracciando, ma in quel modo è più facile che si attivi la funzione predatoria dell'animale. Di fatto per lui diventi un bersaglio. Ovviamente anche in questo caso molto dipende dall'ambiente circostante: se si è ad esempio vicini alla propria auto e si ha la ragionevole percezione di essere in grado di raggiungerla, può essere invece più utile provare a salirci il più velocemente possibile. In ogni caso, salvo poche eccezioni, è sempre meglio evitare di correre".  

Facile a dirsi, ma in quei momenti ovviamente può scattare il panico.

"Proprio così, per questo parlavo di comportamenti controintuitivi. Un'altra cosa che si può fare, è iniziare a muoversi molto lentamente evitando l'incontro frontale, mettendosi in una posizione laterale rispetto all'animale e tenendo le mani lungo i fianchi senza sbracciare in nessun modo e senza incrociarle, mostrando una chiusura che potrebbe essere letta come una preparazione allo scontro. È una tecnica che vale sia per il cane che per animali selvatici come ad esempio l'orso o il lupo: un modo di mettersi in comunicazione e far capire al cane di non essere una minaccia e di non cercare lo scontro; sia noi che loro parliamo anche con il linguaggio dei corpi e la comunicazione posturale, spesso molto sottovalutata, è fondamentale. Infine, non bisogna mai incrociare lo sguardo: nel mondo della comunicazione canina, girare lo sguardo rientra in quelli che vengono definiti 'segnali calmanti', è una gestualità che i cani utilizzano tra loro, ma possiamo applicarla anche noi". 

Potrebbe aiutare utilizzare degli oggetti che abbiamo a disposizione in quel momento?

"Certamente, ma anche in questo caso bisogna avere sangue freddo ed evitare assolutamente di colpire l'animale. Se si hanno a disposizione degli oggetti, come ad esempio uno zainetto, si può provare a lanciarlo lontano per distogliere l'attenzione del cane: nella migliore delle ipotesi l'animale potrebbe interessarsi all'oggetto e lasciar perdere la potenziale 'preda', nella peggiore potrebbe comunque essere un buon diversivo per allontanarsi sfruttando la distrazione".  

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