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UN POPOLO DI GUIDATORI

Nella Tuscia oltre 300mila auto e scarsi collegamenti ai treni. Ma cala l'inquinamento

Quasi 800 auto ogni mille abitanti: il dato monstre della provincia, che si conferma tra le meno accessibili ai servizi ferroviari

Una provincia fuori dal comune, ma anche fuori dal mondo. La Tuscia, ancora una volta, si conferma tra le province più motorizzate d’Italia e tra quelle meno accessibili dal punto di vista ferroviario. Altro che mobilità sostenibile, piste ciclabili o trasporto pubblico locale. Ai viterbesi la macchina piace, e di che tinta, verrebbe da dire. Al Tpl si preferisce il più semplice Tp, trasporto privato. Chi fa da sé, fa per tre. E, infatti, la media delle auto per famiglia si avvicina a tre. Numeri monstre per una provincia che conta meno di 400mila abitanti in cui il traffico si concentra - con gli effetti che ormai tutti conoscono - nel capoluogo, che ne conta appena 67mila per una superficie di 406,23 chilometri quadrati. 

Nel dettaglio, i numeri dell’Istat offrono un quadro interessante dal punto sociologico ma assai preoccupante sotto il profilo della mobilità.   In totale, i mezzi censiti che circolano sulle strade della Tuscia sono ben 303mila 800. Praticamente uno per viterbese, dato che gli abitanti sono 317mila. In particolare abbiamo 234mila 428 autovetture, 405 autobus, 28mila 278 autocarri, 599 motrici, 1330 rimorchi, 35mila 710 motocicli e 2049 motocarri. Per farsi un’idea di quanto la situazione nel Viterbese sia decisamente sui generis basta fare un raffronto con province di grandezza simile, come per esempio quella di Pescara (321mila abitanti), dove i mezzi sono 275mila.

Le auto, in particolare, aumentano sempre di più. Nel tempo, da mero strumento di mobilità, sono diventate prima uno status symbol e poi una vera e propria necessità per recarsi al lavoro, ottemperare alle esigenze familiari o a quelle sociali. Il penultimo dato, che risale al 2017, ci diceva che nella Tuscia ce ne erano 765 per mille abitanti. L’ultimo aggiornamento, invece, registra un ulteriore incremento: adesso ci sono 796 auto per mille abitanti. Complessivamente, parliamo di 170 macchine per chilometro quadro.

Ma, come dicevamo, la Tuscia è una provincia in cui il trasporto privato va fortissimo e, al contrario, è pressoché inesistente quello pubblico. Venti anni fa, i posti per chilometro del Tpl erano più di mille, 1136 per la precisione. Al giorno d’oggi siamo scesi sotto quella soglia, attestandoci a 838. Ma il problema più grave è l’accessibilità ai servizi ferroviari, dove il comune di Viterbo si becca dal portale Openpolis il giudizio di “Non accessibile”. A salvare la situazione, fortunatamente, ci pensa la stazione ad alta velocità della vicina Orte, giudicata comunque “prossima” al capoluogo. In questo senso si conferma di fondamentale importanza la Trasversale, la superstrada che collega Civitaveccchia ad Orte e consente ai centri da essa attraversati di raggiungere la stazione facilmente ed in breve tempo. 

Sì ad auto e moto, no a pullman e treni. Una filosofia particolare e tutta viterbese, anche se, per certi versi inaspettatamente, la Tuscia è tra le province in cui l’inquinamento causato dai mezzi scende. Il rapporto tra autovetture ad alto/medio potenziale inquinante per 100 autovetture a medio/basso potenziale inquinante si attesta, infatti, a 120,1. Un discreto abbassamento, considerando che nelle ultime rilevazioni il valore era pari a 159,9.

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