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TUSCIA RADIOATTIVA

Deposito nucleare, per gli avvocati della Provincia il ricorso si può fare: l'ipotesi di un esperto per battere Sogin

L'avvocatura ha confermato ad Alessandro Romoli che un ricorso è possibile, soprattutto se fondato su specifiche evidenze tecniche. Ora la parola spetta al presidente, che potrebbe assoldare un cultore della materia

“Presidente, faccia di tutto per non far arrivare il deposito nucleare da noi”. Ieri, all’evento organizzato da Ancit e Tuscia in bio alla pensilina del Sacrario, diversi imprenditori del settore biologico hanno chiesto ad Alessandro Romoli di combattere contro quella che sembra essere una sentenza ineluttabile. La storia, ormai, la conoscono tutti: Sogin, la società di stato incaricata di costruire il deposito nazionale di scorie nucleari, ha diramato la mappa delle 51 aree idonee a ospitare l’opera e, tra queste, 21 si trovano nel Viterbese. La Provincia, tramite appunto Romoli, si è attivata con i propri legali per comprendere se sia possibile o meno fare ricorso contro la cosiddetta Cnai (Carta nazionale delle aree idonee) e, secondo quanto trapelato da fonti di palazzo, l’avvocatura avrebbe detto che sì, il ricorso si può fare. 

Ora la palla è ripassata chiaramente nelle mani di Romoli, che dovrà decidere se depositare il ricorso o meno. I legali di palazzo Gentili, in particolare, sosterrebbero che, qualora alla base vi fossero solide motivazioni tecniche, l’istanza potrebbe anche avere abbastanza chance di essere accolta dai giudici. In questo senso, assumerebbero un ruolo fondamentale le osservazioni sollevate dai 16 geologi viterbesi che, in una lettera, hanno affermato che “le carte utilizzate da Sogin” sarebbero “datate, vecchie”. E che quindi gli studi effettuati sarebbero di conseguenza “superficiali”.

È da valutare se effettivamente Romoli decida o meno di fare affidamento alle considerazioni degli esperti. Senz’altro la questione rappresenterà un autentico terreno di battaglia per uno scontro in punta di diritto con la Sogin, che invece ritiene tutti e 21 i siti della Tuscia idonei ad accogliere il deposito di rifiuti radioattivi.

Per questo, data la complessità della materia, la Provincia potrebbe affidarsi anche a un cultore del diritto amministrativo e ambientale. Un avvocato esterno che si prenderebbe l'incarico di far valere in aula le ragioni di un intero territorio, visto che tutta l’assemblea dei sindaci, all’unanimità, ha votato per dare mandato a Romoli di battersi contro la Sogin.

Entro questa settimana, dall’ente di via Saffi dovrebbe arrivare una risposta definitiva a tutti quelli che chiedono di fare il possibile affinché le scorie non arrivino alle nostre latitudini.

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