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Sabato, 13 Aprile 2024
TUSCIA RADIOATTIVA

Deposito nucleare, Trino si autocandida e il governo approva: ora palla a Sogin, la Tuscia spera

Ai comuni viterbesi non resta che sperare: un paese del Vercellese vuole il deposito, ma l’ultima parola l’avrà Sogin

Il Comune di Trino, ieri, ha informato di aver inviato tramite Pec al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, oltreché a Sogin, l’istanza di autocandidatura ad ospitare sul proprio territorio il deposito nazionale di scorie nucleari e il parco tecnologico. Questo chiedendo di avviare una rivalutazione del territorio stesso, al fine di verificarne l'eventuale idoneità. Nell’istanza, l’ente specifica che l’autocandidatura è subordinata al buon esito della verifica di idoneità del territorio da parte di Sogin e alla validazione da parte dell’autorità competente in termini di sicurezza. Ma soprattutto, al fatto che tutti i criteri di sicurezza vengano rispettati pienamente. È stato inoltre sollecitato esplicitamente che vengano presi in considerazione gli esiti dell’adunanza aperta dell’11 gennaio 2024, svoltasi nella sala consigliare del Comune di Trino.

Il Comune ha inoltre richiesto agli organi competenti di iniziare una campagna informativa capillare rivolta alla popolazione. “Ci tengo a ribadire ancora una volta – ha commentato il sindaco di Trino, Daniele Pane – le ragioni di sicurezza e opportunità che hanno sempre guidato l’agire di questa amministrazione. Come abbiamo sperimentato anche ieri nell’adunanza aperta a cui hanno partecipato sei tecnici chiamati a illustrare il progetto e l’iter per la scelta del sito e la realizzazione del deposito, c’è un assoluto bisogno di chiarezza e trasparenza su questo tema. E soprattutto bisogna arrivare a una decisione, che sia il più condivisa possibile. Ora la palla passa agli esperti, che diranno se effettivamente il territorio di Trino è idoneo oppure no”.

E il governo, sostanzialmente, approva e benedice l’autocandidatura di Trino: "La disponibilità di Trino ad accogliere il deposito unico nucleare - ha detto il ministro all’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin - è molto importante e viene accolta positivamente dall’esecutivo. Andrà ora verificata sulla base delle caratteristiche tecniche e di sicurezza che la legge prevede per i depositi di questa natura". Intervenendo a Isoradio, nel corso della trasmissione 'Io, Chiara e il green', Pichetto ha spiegato. "Quello del deposito nucleare non è un problema del passato ma del presente e dei prossimi decenni, perché ogni giorno l'Italia produce rifiuti nucleari cosiddetti civili, soprattutto di origine ospedaliera. È un problema di piena attualità. I rifiuti del passato, mandati in Francia, in Inghilterra e in parte in Slovacchia sono pochi cask di rifiuti vetrificati che dobbiamo far rientrare per evitare di continuare a pagare l'affitto ai Paesi che li ospitano ma non sono la vera questione. L'importante è dare una soluzione al problema che il Paese ha oggi. La decisione di invertire il processo, facendolo partire dal basso invece che imporlo dall'alto, speriamo che sia la via giusta. Dopo quasi quarant'anni di inutili prove di forza, mi auguro che l'Italia possa finalmente avere il proprio deposito unico nucleare".

Per la Tuscia, l’autocandidatura di Trino è una mano dal cielo. Così i 21 siti viterbesi ritenuti idonei potranno essere salvi dal dover ospitare il deposito. Ma l’ultima parola spetterà a Sogin, che attraverso l’applicazione di criteri tecnici stabilirà o meno l’idoneità di Trino. Ai sindaci e ai cittadini viterbesi, in sostanza, non resta vhe sperare.

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