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Domenica, 16 Giugno 2024
LA NUOVA DISCARICA / Arlena di Castro

Discarica di Arlena, la Med Sea Litter: “Non inquineremo, pronti alla battaglia legale con Provincia e comuni”

La società ideatrice dell’impianto di riciclo ad Arlena di Castro annuncia battaglia legale e rassicura i cittadini

La Med Sea Litter, società che dovrebbe realizzare la nuova discarica ad Arlena di Castro, rassicura i cittadini e si dice pronta a valutare azioni legali contro la Provincia ed i comuni. Stamattina, i vertici dell’azienda hanno parlato alla stampa in una conferenza. Presenti Valeria Grani, amministratice, ed i due consulenti Salvatore Fazio e Lorenzo Grani. 

“Il sistema impiantistico proposto ad Arlena - ha detto Fazio - è stato definito ‘miniere urbana’, parliamo di un fenomeno forte in America che consente di riciclare e rendere riutilizzabile alcuni rifiuti”. In particolare la plastica: “Tratteremo rifiuti di mare, fiumi, laghi e spiaggia, imballaggi e plastiche da raccolta differenziata e rifiuti che provengono da pretrattamenti di tipo meccanico”. Questo perchè tutto quel che un tempo veniva buttato, oggi, ha un valore nel mercato. La piattaforma di Med Sea Litter sarà al servizio esclusivamente della Tuscia: “Il progetto è bacinizzato nella provincia di Viterbo e consentirà la creazione di un’economia circolare, perché i rifiuti riciclati e trattati saranno venduti alle aziende operanti nel settore di Civita Castellana, Tuscania e Sutri”. 

Salvatore Fazio, consulente di Med Sea Litter-2

“Non ci sarà - aggiunge il consulente - alcun inquinamento, i camion in transito saranno solo sei al giorno”. Sono anche previsti, nello studio, benefici fiscali, royalties e pagamenti Imu al Comune di Arlena per un totale di 15 milioni. Inoltre, nell’impianto lavoreranno 70 dipendenti e 2 ispettori. “Tutte persone di Arlena o dei paesi limitrofi”, sostiene Fazio. “Tutto questo chiama contributo ambientale, è previsto dalla legge. Non inquineremo, quel materiale stoccato è secco che non produce fumi o inquinamenti. Chi sostiene che con questi soldi ‘compreremo’ il benestare della politica oppure pagheremo eventuali danni ambientali dice una fesseria”. 

In poche parole, Fazio afferma che l’intento dell’azienda non è quello di sfruttare il territorio ma di aiutarlo: “La Tuscia ha una massa critica inportante di scarti all’interno di numerosissimi impianti. Noi nasciamo per essere di supporto e valorizzare questo sistema di trattamento rifiuti all’avanguardia che Viterbo già ha. Ci proponiamo di risolvere una problematica che riguarda soprattutto il forsu (l’umido, ndr)”. Secondo l’imprenditore, diverse tonnellate di umido potrebbero essere riutilizzate dalla piattaforma di Arlena: “Il trattamento del forsu avviene a Tarquinia, Tuscania, all’Acquarossa, a Monterazzano, Soriano, Nepi e forse Arlena. Parliamo di 260mila tonnellate in cui c’è un 15% di scarto dovuto all’erroneo conferimento. Ciò significa che circa 40mila tonnellate di rifiuti sono composte da scarti vari. La provincia di Viterbo, attualmente, ha un differenziale di 13mila tonnellate di scarti da avviare al riciclo e al recupero. Tramite il nostro progetto di sostenibilità economica ed ambientale noi ci prefiggiamo l’obiettivo di colmare questo gap”. 

Valeria Grani, amministratore di Med Sea Litter-2

Il progetto della Med Sea Litter è stato approvato dalla Regione e dal Comune di Arlena. Tuttavia, come noto, il Consiglio provinciale e l’assemblea dei sindaci hanno annunciato di voler chiedere alla Pisana l’annullamento dell’iter, prefigurando anche la possibilità di ricorrere al Tar. A questo proposito, Fazio rilancia sostenendo come, in tal caso, si aprirebbe una vera e propria battaglia legale con tanto di richiesta di risarcimento: “C’è la concreta possibilità che tutti i comuni e tutti i sindaci saranno citati nella richiesta di danni che avanzeremo nel caso in cui ci dovesse essere un’opposizione. Faremo tutto quel che la legge ci consentirà di fare per difendere le nostre ragioni”. 

Consigliere per consigliere, sindaco per sindaco, l’azienda minaccia una pioggia di richiesta di risarcimento per i danni d’immagine e soprattutto economici derivanti dalla delibera votata in Provincia. “L’impianto - ha spiegato Fazio - nasce dal basso, che non sia una sorpresa piovuta dal cielo lo dicono gli atti. Non avremmo mai inteso investire risorse se non di fronte al gradimento univoco del Comune ospitante che, in questo caso, tramite una delibera del Consiglio comunale, ha accettato la nostra proposta. Abbiamo agito nella totale trasparenza nei confronti di cittadini ed istituzioni, abbiamo condiviso con gli enti preposti un percorso approvato e giudicato valido”. 

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