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Domenica, 25 Febbraio 2024
IL CASO / Arlena di Castro

Discarica ad Arlena di Castro, è la settimana decisiva: Provincia, comuni e cittadini confidano nel Tar

L’udienza al Tar sul ricorso contro la realizzazione della discarica ci sarà il prossimo 6 dicembre, attesa nel paese e in tutta la Tuscia

Quella appena cominciata sarà la settimana cruciale per comprendere se la discarica di Arlena di Castro verrà realizzata oppure no. Il prossimo 6 dicembre, mercoledì, si terrà al Tar l’udienza sul ricorso presentato da comitati, comuni e dalla Provincia di Viterbo. L’iter potrebbe essere annullato, congelato oppure spedito definitivamente verso la conclusione. 

Le autorizzazioni necessarie per la costruzione sono tre e in questo momento la Med Sea Litter, ditta proponente, ne ha ottenute tre: la Via e l’Aia. Manca il Pua. Quest’ultimo è quello fondamentale affinché la discarica possa vedere (o meno) la luce. Negli ultimi mesi, in Regione, la presidente della commissione Ambiente, Valentina Paterna, ha più volte ribadito di non essere d’accordo con il progetto così come presentato, sollecitando gli uffici regionali a rivedere la propria posizione in merito. Quanto ad azioni, la consigliera ha fatto tutto quel che era nelle sue facoltà, trovando una sponda nei comitati dei cittadini e negli enti locali. I Comuni di Tessennano, Tarquinia e Tuscania hanno presentato ricorso contro la Via insieme al comitato degli arlenesi, al quale si sono aggregati anche la Provincia governata da Alessandro Romoli ed un agriturismo che si chiama ‘La Piantata’. A stabilire se le procedure non hanno subito vizi di forma e siano pienamente legittime, come detto, sarà il Tar che, già in casi analoghi (l’ultimo quello di un allevamento ittico a Tarquinia), ha dato ragione ai ricorrenti. Anche la Soprintendenza si è detta contraria, in particolare per il timore che la discarica possa in qualche modo inficiare l’ambiente ed il paesaggio, in una zona, peraltro, dalla forte vocazione agricola e turistica. 

Per i Comuni, invece, oltre all’ambiente, a subire impatti negativi saranno il traffico veicolare e, conseguentemente, l’inquinamento dell’aria. I camion, transitando ripetutamente sulla stessa strada, potrebbero infatti emanare nell’aria delle particelle in qualche modo dannose. 

Sarebbero diversi i tipi di rifiuti che sono stati autorizzati: quelli urbani pre-trattati), quelli provenienti da mare, spiagge e laghi (200301), gli imballaggi di plastica prodotti dalla raccolta differenziata (150102) fino ai materiali misti frutto sempre dell’attività di riciclo.  Come detto, la soprintendente Margherita Eichberg, ha dichiarato l’opera incompatibile. “In particolare - si legge - l’area in questione in parte è qualificata come ‘Paesaggio agrario di continuità’ e in parte come ‘Paesaggio naturale di continuità’ dove, secondo le norme del Ptpr, non è prevista la realizzazione di ‘discariche, impianti per lo stoccaggio, per il recupero, per il trattamento o la smaltimento dei rifiuti”. In più, Per il Piano Regionale per la Gestione dei Rifiuti, “una distanza pari o al di sotto dei mille metri dall’abitato e dei mille cinquecento metri dagli edifici sensibili rientra nei fattori escludenti”. Una possibilità che il Tar possa annullare tutto, perciò, c’è. Da vedere in quali termini. Sicuramente, mercoledì 6 dicembre non sarà col fiato sospeso solo Arlena ma tutto i federi dentro de noi

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