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COLPO DI SCENA

Il Governo Meloni “salva” la Tuscia: il deposito nucleare verso Trino, sì alle autocandidature dei comuni

Il Dl Energia permette agli enti locali di autocandidarsi per ospitare il sito Sogin, che così si allontana dal Viterbese

Il deposito nazionale delle scorie nucleari si allontana dalla Tuscia e va verso Trino, il Governo Meloni “salva” il Viterbese. L’ultimo capitolo, che le associazioni ambientaliste e i sindaci si augurano sia quello conclusivo, è stato scritto lo scorso 27 novembre, quando il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge Energia.

Il Dl Energia, difatti, prevede, tra le tante novità, anche la possibilità per i Comuni di autocandidarsi per ospitare il deposito di scorie nucleari che l’Italia sarà costretta a realizzare sul proprio territorio entro il 2030. Ciò vuol dire che la Cnapi, la carta nazionale delle aree potenzialmente idonee redatta dalla Sogin – la società statale chiamata a individuare il luogo adatto e a gestire poi il resto delle operazioni di decommissing – potrà essere scavalcata. Tra i 67 siti ritenuti idonei, ce ne sono 22 che si trovano nella provincia di Viterbo. Il resto è dislocato tra Toscana, Puglia, Sardegna, Basilicata, Sicilia e Piemonte. E nella regione sabauda c’è proprio chi sembra poter risolvere quello che sarebbe un problema secondo molti viterbesi.

Daniele Pane, sindaco del Comune di Trino, nel Vercellese, è l’unico a volere il deposito sul proprio territorio. Secondo lui, dato dai giornali vicino a Fratelli d’Italia, i rifiuti radioattivi non costituiranno alcun pericolo e, anzi, porteranno solo benefici. In particolare, dal punto di vista economico. Ora resta solo da vedere se il ministro Pichetto Fratin riuscirà a portare la parte finale dell’azione in porto, nella speranza che Sogin non si opponga.

Nel frattempo, i primi cittadini dei comuni viterbesi inizialmente adocchiati da Sogin possono tirare un sospiro di sollievo. Visto e considerato che, di quelli che amministrano uno dei siti selezionati da Sogin, nessuno ha palesato l'intenzione di voler ospitare i rifiuti radioattivi, per ovviare al problema ed evitare ondate di ricorsi e azioni legali, è possibile che si decida di costruire il magazzino nucleare a Trino. Bisognerà semplicemente capire, attraverso test, indagini e verifiche tecniche, se il piccolo paese in provincia di Vercelli sarà in regola con tutti i requisiti, soprattutto quelli relativi alla sicurezza. 

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