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Domenica, 23 Giugno 2024
EMERGENZA RIFIUTI

Entro luglio individuate le due discariche a Latina e Frosinone, ma i ricorsi possono complicare tutto

Due impianti, uno ad Aprilia e l'altro (forse) a Roccasecca. Entro l'estate Viterbo scoprirà il suo destino, anche se i ricorsi sono un ostacolo

Nel corso della replica al vetriolo contro Frontini e Romoli, il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha rivelato di aver già individuato i siti in cui edificare due nuove discariche. Una a Latina ed una a Frosinone: all’interno dei confini di queste due province sorgeranno gli impianti che - tecnicamente - dovrebbero contribuire ad alleggerire la mole di conferimenti presso la discarica di Monterazzano, che ormai accoglie da oltre due anni con costanza tonnellate di rifiuti provenienti  dalle altre quattro province laziali. Per quanto riguarda la situazione più complessa, ovvero quella di Roma, come noto sarà compito di Acea costruire il termovalorizzatore che sarà operativo, salvo imprevisti, entro il 2026 o al massimo il 2027.

Il presidente ha annunciato: “Sono andato personalmente nelle province di Latina e Frosinone, dove abbiamo già individuato i siti”. Secondo fonti del territorio pontino, il luogo prescelto sarebbe Aprilia, in zona Sant’Apollonia. A fine marzo scorso, la Regione ha dato parere favorevole tramite la direzione urbanistica, non rilevando motivi ostativi alla realizzazione del progetto. Progetto che, come si legge negli atti, prevede “una volumetria tale da garantire il soddisfacimento per le necessità dell’Ato di Latina per dieci anni, seppur l’area di proprietà a disposizione della società Frales risulta molto più estesa, ma tale riduzione è stata scelta anche per evitare elementi di esclusione in contrasto con gli strumenti di tutela e programmazione territoriale”.

Per quanto riguarda la discarica in provincia di Frosinone, la Mad - società che gestisce l’impianto di Roccasecca - ha avviato l'iter per la riapertura del sito (chiuso da più di due anni a causa del mancato ampliamento) e non è da escludere che sia proprio quello il posto in cui vedrà luce il centro di raccolta rifiuti. Esistono altri comuni idonei, soprattutto nel territorio vicino a Cassino, ma dai sindaci è arrivata una pioggia di “no”.

Ed è proprio la logica del “non nel mio giardino” che rischia di ingolfare le procedure. Il Comune di Viterbo ha già presentato un ricorso e ne ha promessi altri due contro l’ampliamento della discarica di Monterazzano, mentre ad Aprilia è già montata la protesta ed è verosimile aspettarsi che il sindaco possa avere problemi ad accogliere il progetto. Per quanto riguarda Frosinone, il sindaco di Roccasecca ha sentenziato: “Imbarazzante anche solo parlare della riapertura della discarica”. Anche in Ciociaria, dunque, le istituzioni sembrano non volerne sapere. Il rischio è che, se Frontini dovesse vincere il ricorso, Monterazzano resterebbe con pochi metri cubi disponibili per i conferimenti. Un eventuale esaurimento in tempi brevi del terzo invaso azzererebbe il numero di discariche funzionanti nel Lazio. Scenario inquietante e potenzialmente devastante. Questa opzione contemplerebbe la possibilità che l’immondizia laziale potrebbe essere trasferita in altri territori o addirittura all’estero, ipotesi piuttosto esosa in termini economici che porterebbe le amministrazioni comunali a dover rivedere le tariffe della Tari. In più, qualora dovessero arrivare ricorsi anche da Latina e Frosinone, potrebbero congelarsi anche gli iter procedurali per le due nuove discariche.

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