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Domenica, 23 Giugno 2024
MOBILITÀ SOSTENIBILE

Ecco il Pums da 100mila euro: "Bike e car sharing per ridurre al massimo l'uso delle auto"

Viterbo va verso il "modello Bologna": zone 30, piste ciclabili e stop alle auto

La giunta Frontini vuole cambiare la città e i viterbesi. Nel dettaglio, la rivoluzione riguarda lo stile di vita dei cittadini. Una missione ambiziosa che ha già passato il primo step con la scrittura del piano urbano della mobilità sostenibile, il tanto discusso Pums. Ad occuparsene, come annunciato da ViterboToday, è una società di Bologna, la Tps Pro Srl, che in passato si è già fatta carico di redigere quello del capoluogo emiliano. Il Comune ha corrisposto poco meno di 100mila euro all’azienda per fissare i paletti del piano della mobilità, che dovrà seguire i criteri impartiti dall’amministrazione.

Di carne al fuoco ce n’è molta e non mancano le pietre miliari. Il target primario è l’incremento della funzionalità della viabilità cittadina, già cominciato con la realizzazione delle piste ciclabili e dei collegamenti ciclopedonali tra le aree strategiche della città. “La mobilità - si legge nel documento pubblicato dal Comune - dovrà essere pensata in modo da garantire un accesso a tutte le zone della città, cercando di ridurre al massimo l’utilizzo della autovetture”. Cosa nota, dato che Viterbo è una delle città con le statistiche più alte per quel che riguarda le automobili per persona. Ma per diminuire il numero di auto in circolazione è necessario offrore servizi alternativi, difatti nella determina comunale si parla proprio di questo: “Saranno implementate, oltre a quanto già programmato e finanziato, nuove forme di mobilità e di trasporto come il bike sharing ed il car sharing, soprattutto in previsione di una graduale rimodulazione del traffico all’interno del centro storico”. Già, perché se la prima milestone è quella dello stop alle troppe auto in circolazione, la seconda è la pedonalizzazione del centro storico, alla quale si arriverà gradualmente entro la fine del mandato.  

Appare ormai chiaro che il modello da seguire per Viterbo sia quello di Bologna, dove però la mobilità sta diventando un caso. Esattamente come nella città romagnola, anche nella capitale della Tuscia sono sorte le cosiddette “zone 30”, dove le macchine non possono superare i 30 chilometri orari per garantire la sicurezza di pedoni e ciclisti. Il Ministero dei Trasporti, guidato dal segretario leghista Matteo Salvini, ha già criticato l’istituzione di queste aree, emanando una circolare nella quale viene spiegato che il limite potrà riguardare solo strade delimitate. Ma la rivoluzione, prima di tutto, dovrà trovare il favore dei cittadini, che lamentano di non essere stati coinvolti nel processo che sta portando la città verso le nuove frontiere della mobilità sostenibile. 

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