LE CARTE

Dentro le cartelle dei morosi della Tari: c'è chi deve un milione di euro, è caccia agli evasori

I furbetti della Tari, a suon di cartelle da migliaia di euro, hanno causato una voragine nel bilancio del Comune

Esattamente come per l’Imu, anche dietro la Tari ci sono una marea di situazioni irregolari. E il Comune, ovviamente, corre ai ripari, perché i mancati pagamenti dell’imposta sui rifiuti hanno generato una voragine nel bilancio del Comune, forse meno corposa rispetto a quella causata dalla tassa sulla casa, ma comunque importante. Come fatto per stanare i furbetti dell’Imu, palazzo dei Priori ha attivato tutte le procedure per recuperare i crediti che mancano all’appello, inviando le cartelle ai diretti interessati e all’Agenzia delle entrate.

Sebbene l’amministrazione Frontini non abbia ancora fatto un quadro generale della situazione, è lecito pensare che i morosi viterbesi siano diverse decine, per un totale di milioni di euro. Le prime cartelle sono state pubblicate sull’albo pretorio in questi giorni e, guardando alle cifre, non si può far altro che constatare la mole impressionante di somme non versate in barba alla legge. 

Evasione della Tari, a Viterbo cartelle da oltre un milione di euro

Nello specifico, alcune liste di carico risalenti al 2016 e al 2017 parlano di persone che avrebbero saltato pagamenti da oltre 20mila euro. Una ammonta a 21mila euro, un’altra a 22mila. Sempre per l’annualità 2017, c’è un’altra cartella da 15mila euro. Ma c’è chi è riuscito a spingersi ben oltre. Risale al 2018, infatti, una cartella monstre da un milione e 629mila euro. Come spiega nell’atto comunale il dirigente Luigi Celestini, responsabile appunto di ogni procedura legata alla Tari, “si tratta di una lista di carico coattiva che si riferisce ad accertamenti fiscali per omesso pagamento della tassa sui rifiuti relativa all’annualità 2018”.  Ancora, sempre per lo stesso anno ce n’è un’altra da 346mila euro e, infine, per il 2017 una da 13mila euro.

Questi, poi, sono gli atti ad oggi pubblici. Nelle prossime settimane potrebbero arrivarne di nuovi e più “pesanti” in termini di cifre. Ancora una volta, come per gli affitti e l’Imu, emerge una situazione di illegalità diffusa che, ovviamente, si ripercuote sulle finanze del Comune. Il rischio è quello di non veder rientrare queste somme, che potrebbero essere perse per sempre, con tutto quel che ne consegue. Palazzo dei Priori tenterà di recuperare fino all’ultimo centesimo, ma la missione sarà molto difficile, anche perché ad oggi non è chiaro quanti siano effettivamente i morosi. Probabilmente, se dovessero emergere altri casi, l’ente potrebbe prendere in considerazione l’idea di affidarsi a una società esterna, incaricandola di fare un computo del totale per iniziare a bussare alle porte dei debitori.

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