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Sabato, 22 Giugno 2024
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"Ex Eca senza gas, è colpa del Comune: manca il certificato di conformità dell'impianto"

Lo sostiene l'associazione La Tuscia nel cuore. L'assessora alle Politiche sociali aveva imputato il disservizio al gestore

Riceviamo e pubblichiamo dall'associazione La Tuscia nel cuore

È di circa una quindicina di giorni fa l’interrogazione della consigliera Pd Lina Delle Monache in merito al mancato allaccio del gas presso la struttura comunale Ex Eca in via della Volta buia, struttura che dovrebbe ospitare ragazzi con particolari fragilità, nell’ottica di un progetto volto al raggiungimento di una ottimale possibilità di vita autonoma.

L’assessore preposto in consiglio comunale rispose, a dire il vero in maniera piuttosto incompleta, che nonostante le ripetute telefonate con il gestore non si riuscisse a risolvere il problema e in una intervista, in data 10 maggio, dichiarò: "Sono scandalizzata, perché da 5 mesi stiamo aspettando l’allaccio del gas. E segnaleremo il gravissimo disservizio da parte del gestore che, come ogni servizio, deve essere ricercato sulla piattaforma".

Analizzando la questione approfonditamente, però, le motivazioni, a nostro parere, sembrano essere altre. Come ha avuto modo di spiegare il consigliere Elpidio Micci con una interrogazione urgente nel consiglio comunale del 23 maggio dopo un approfondimento del problema con gli uffici preposti, e anche da nostri accertamenti, pare che il gestore del servizio sia già stato individuato da tempo e che lo stesso abbia già scritto al comune richiedendo una certificazione di conformità dell’impianto della struttura (da parte di un tecnico di fiducia nominato dall'amministrazione comunale) per poter eseguire il relativo allaccio.

Quindi non un disservizio del gestore come sostenuto dalla titolare delle Politiche sociali responsabile della struttura, ma una mancata procedura amministrativa di cui è responsabile il Comune di Viterbo.

Chi di competenza, anche se l’allaccio del gas non è di suo ambito, avrebbe dovuto preoccuparsi di sollecitare, anche con comunicazioni scritte, gli uffici responsabili in modo da poter permettere ai ragazzi con disabilità e agli operatori che li dovranno assistere di iniziare un importante percorso nella acquisizione di una più possibile ottimale vita autonoma.

L'associazione La Tuscia nel cuore si augura che la problematica venga affrontata al più presto, unitamente anche alla triste e incredibile vicenda dei due cittadini viterbesi che da più di un anno sono costretti ancora a vivere in una tenda fuori dalle mura del parco di valle Faul, spettacolo indegno offerto alla cittadinanza tutta.

La Tuscia nel cuore

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