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Le farmacie di Francigena perdono 150mila euro, ma il Comune vuole aprirne un'altra

Le strutture a Santa Barbara e alla Quercia sono giudicate poco adeguate dalla stessa Francigena, che però vuole aprire una terza farmacia al Riello

Le farmacie di Francigena sono un colabrodo, un vuoto a perdere. Dall’ultima relazione dell’amministratore unico Elisabetta Ferrari, si evince come le due strutture, che si trovano a Santa Barbara e alla Quercia, abbiano collezionato una clamorosa perdita da poco meno di 150mila euro nell’ultimo anno. Dati shock considerando che le farmacie private sul suolo cittadino, al contrario, producono utili per migliaia di euro e, soprattutto, fatturano molto più di quelle di proprietà del Comune. 

Il volume d’affari della farmacia di Santa Barbara si attesta a 850mila euro, al di sotto dell'obiettivo da piano di risanamento (-6%). Le ricette lavorate nel corso del 2023 sono state 25mila, poco più delle 24mila e 500 dell’anno precedente. Il valore aggiunto generato dalla gestione della farmacia, positivo in valore assoluto, presenta comunque uno scostamento negativo rispetto sia alle ultime previsioni a livello di Forecast (-10%) che a quelle del piano di risanamento (-30%), sebbene si attesti comunque su un valore superiore (+11%) rispetto a quello registrato a consuntivo nell'esercizio precedente 2022. In poche parole, la strutture non è ancora in grado di coprire integralmente i costi del personale, seppure questi siano lievemente diminuiti rispetto al 2022 e siano anche diminuiti gli affitti che Francigena deve corrispondere al Comune per i locali in uso (5mila euro, cifra per così dire “competitiva”).

Permane dunque la negatività del margine operativo lordo e, a cascata, quella degli altri indici di redditività malgrado questi siano in miglioramento rispetto al precedente esercizio 2022. La perdita economica rilevata a pre-consuntivo 2023 ammonta a circa -60mila euro e, malgrado sia clamorosamente superiore rispetto a quella prevista dal piano, secondo Ferrari “non costituisce ancora un fattore di rischio per la garanzia del mantenimento degli equilibri economico-finanziari della Società, ma tuttavia obbliga la Società ad un costante monitoraggio della situazione”.

Per quel che riguarda la farmacia della Quercia, il volume complessivo dei ricavi delle vendite è pari a circa 754mila euro. A differenza di quello di Santa Barbara, risulta lievemente inferiore alle ultime previsioni a livello di Forecast e a quelle a consuntivo dell'esercizio precedente 2022 (-6%), scostamento che scende ben al di sotto dell'obiettivo da piano di risanamento (-13%). Addirittura, il numero di ricette lavorate è sceso rispetto al 2022, passando da 20mila 700 a 20mila 472. La struttura non è quindi riuscita a evitare un consuntivo negativo, pari al -6% sull'anno precedente, a fronte di un +0,3% accertato a livello di mercato nazionale in generale. L’anomalia è che il valore aggiunto, positivo in valore assoluto, è più elevato rispetto all'altra farmacia, in conseguenza di una minore incidenza del costo del venduto (-1%) ma, in particolare, per le minori spese per servizi (causa assenza di ricorso al lavoro interinale), ma presenta comunque un pari scostamento negativo rispetto sia alle ultime previsioni a livello di piano di risanamento (-18%), sebbene si attesti comunque su un valore superiore (+9%) rispetto a quello registrato a consuntivo nell'esercizio precedente.

Anche La Quercia non riuscirà a coprire integralmente sia i costi del personale - aumentati rispetto al precedente esercizio 2022 in considerazione dell'aumentato orario di lavoro del personale e del rinnovo del contratto Assofarm - e dunque permane la negatività del margine operativo lordo. La perdita economica rilevata è pari a -88mila euro, anch'essa superiore rispetto a quella prevista nel piano di risanamento, ma presenta comunque un miglioramento rispetto al dato a consuntivo registrato nel precedente esercizio 2022 (circa -114 mila euro), con una variazione positiva in termini percentuali del 23%. 

La perdita complessiva del ramo farmaceutico di Francigena, sommando i dati di Santa Barbara a quelli della Quercia, ammonta a -148mila euro. Secondo l’Au Ferrari, però, “non costituisce un fattore di rischio per la garanzia del mantenimento degli equilibri economico-finanziari della società, tenuto conto che risulta essere significativamente inferiore a quella accertata a consuntivo nell'esercizio precedente 2022 (pari a complessivi 203 mila euro)”. Francigena, comunque, dovrá controllare attentamente e c’è anche una strategia: “Programmare budget mensili di ricavi da attribuire ai direttori delle singole farmacie comunali, monitorandone costantemente, di concerto con il direttore-coordinatore di tutto il comparto farmacie comunali di imminente nomina, gli scostamenti e le cause nell'ambito del complessivo risultato dell'Asa in questione, il tutto al fine di poter ricorrere nel modo più tempestivo possibile alla messa in campo di tutte quelle azioni che possono fungere da correttivi per cercare, non solo di tendere alla sostenibilità dei propri risultati ma di perseguire gli obiettivi del piano di risanamento approvato”.

L’aspetto da comprendere, tuttavia, è quello delle cause che non consentono al business delle farmacie comunali di decollare. Ferrari ha fornito una spiegazione particolare, per non dire superficiale, attribuendo gli scarsi risultati delle vendite all’influenza, che avrebbe colpito in inverno e non in autunno. Discutibile. Ma, secondo Francigena, ci sono gravi criticità strutturali: “Posizionamento non centrale degli immobili adibiti a punto vendita, non strategici in termini di visibilità e sviluppo del business, al momento ineliminabile, mentre per altre criticità è stato avviato un preciso percorso teso a trasmettere al cliente, da un lato, una diversa mission aziendale di natura pubblica (tramite aumento dell'orario di lavoro dei dipendenti e di apertura della farmacia, eliminazione della chiusura estiva, campagne promozionali specifiche, attivazione della c.d. fidelity-card, ecc.), dall'altro, una diversa immagine della farmacia comunale attraverso un significativo ‘revamping’ interno che cointeresserà tutto l'attuale arredo, attrezzature e prodotti in vendita, il tutto parallelamente all'avvenuto avvio, a far data dall'inizio 2024, della procedura aperta per l'acquisto dei farmaci, della centralizzazione degli acquisti e del magazzino, che coinvolge parallelamente le attuali due farmacie comunali ed, a breve, anche la nuova farmacia di Riello, con l'obiettivo di tendere al miglioramento della marginalità sulle vendite dei prodotti previsto a livello di Piano di risanamento nel triennio, cui seguirà nei prossimi mesi la nomina di un Direttore-Coordinatore cui affidare la gestione”.

Tuttavia, non si fa accenno a quello che potrebbe essere il vero grande problema, ossia i costi del personale. I dipendenti della farmacia di Santa Barbara costano 194mila euro e mezzo, quelli della Quercia 236mila e rotti. Il lavoro interinale nella prima struttura, poi, pesa 46mila euro. Praticamente il personale costa il doppio rispetto a quello di una farmacia privata.

Nonostante le gravi perdite, il Comune vuole proseguire dritto sull’apertura di una terza farmacia al Riello. Un investimento importante che, date le circostanze, se dovesse rivelarsi fallimentare, rischierebbe di pregiudicare in maniera irreversibile i conti di Francigena. Mettendone a rischio la stabilità finanziaria. Sarà aperta a luglio 2024, ma i locali non saranno acquistati (come da previsione) bensì presi in affitto. Il contratto è già stato sottoscritto per una spesa intorno ai 1300 euro. “Tenuto conto - si legge nella relazione di Francigena - dei tempi utili sia per l'esecuzione della necessaria rimodulazione degli spazi interni all'immobile che per l'adeguamento degli impianti, nonché del successivo allestimento completo degli spazi stessi con mobili, arredi ed attrezzature, così da adattare l'immobile per la vendita di farmaci al pubblico, è ragionevole ritenere come prima data utile per l'inizio dei lavori la seconda decade di marzo”. Secondo Ferrari, infine, i maggiori costi di investimento potranno trovare copertura nei limiti dei risparmi di spesa a oggi riscontrati negli investimenti programmati in altri settori dell’azienda (quale per esempio, quello per la realizzazione della nuova automazione del parcheggio del Sacrario).

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