rotate-mobile
Giovedì, 29 Febbraio 2024
Attualità

Acqua, 13 milioni di euro per l'abbattimento dell'arsenico

Investimento della Regione per potabilità e adeguamento degli impianti idrici. Il presidente della Provincia Romoli: "Bene, così bollette meno salate"

Acqua, 12 milioni 700mila euro dalla Regione per l'adeguamento degli impianti idrici e la potabilità. Gli investimenti, che portano la firma della Regione Lazio, prevedono 2,7 milioni di euro sull'annualità 2023 e 10 milioni a valere sulla legge di bilancio 2024.

"La giunta regionale - spiega Daniele Sabatini, capogruppo di FdI alla Pisana - ha approvato un piano di azione con l'esecuzione di interventi per l'abbattimento dell'arsenico e dei fluoruri nelle acque destinate al consumo umano nei comuni della provincia di Viterbo che presentano le maggiori criticità. Il piano prevede una serie di interventi da realizzare insieme a Talete, in qualità di ente di governo d'ambito dell'Ato 1 Lazio nord Viterbo. Sul totale delle risorse stanziate 8,4 milioni di euro sono previsti in conto capitale e 4,3 sulla spesa corrente".

Il presidente della Provincia Alessandro Romoli esprime "grande soddisfazione". "La misura - sottolinea - va nella direzione più volte indicata dalla Provincia di Viterbo. Io stesso, insieme ai sindaci del territorio e alla consulta, in più occasioni ho sollecitato un intervento della Regione per alleviare i costi di gestione dell'acqua della Tuscia, che si ripercuotono poi nelle bollette dei cittadini, dovuti a caratteristiche endemiche del territorio: un'elevata presenza di arsenico e una bassa densità abitativa, che fa sì che con un grande impianto di tubature si servano solo poche famiglie".

Da Romoli "un ringraziamento" al governatore del Lazio Francesco Rocca per lo stanziamento dell'investimento. Ma, purtroppo, i problemi della Tuscia non si fermano solo all'acqua. Il presidente della Provincia fa sapere di aver "chiesto udienza a Rocca, auspicando di essere ricevuto personalmente, per poter parlare seriamente di tanti altri problemi che affliggono il territorio: eolico, fotovoltaico, ampliamento della discarica di Monterazzano, realizzazione ad Arlena di Castro di un impianto per lo smaltimento dei rifiuti marini e deposito nazionale di scorie nucleari che potrebbe sorgere nella Tuscia. La provincia di Viterbo non può diventare discarica, né del Lazio né d'Italia". 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Acqua, 13 milioni di euro per l'abbattimento dell'arsenico

ViterboToday è in caricamento