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Sabato, 13 Aprile 2024
ENERGIE RINNOVABILI

Per Gis il fotovoltaico fa solo bene alla Tuscia: "Aiuta a produrre ricchezza ed energia, non ruba terra all'agricoltura"

Per l'associazione degli imprenditori specializzati nel fotovoltaico, l'energia solare porterebbe diversi benefici al territorio viterbese

Il fotovoltaico porterebbe più benefici che danni alla Tuscia. A sostenerlo è l’associazione Gis (Gruppo impianti solari), che raccoglie un insieme di aziende specializzate nel settore delle energie rinnovabili, che nella nostra provincia è abbastanza radicata. 

La prima considerazione che fa la Gis è relativa alla tesi secondo cui gli impianti solari ruberebbero terra all’agricoltura: “Da uno studio pluriennale effettuato dall’Istituto per le piante da legno e l’ambiente, controllato delle Regione Piemonte, è emerso  - spiega l’associazione - che la presenza dei pannelli consente una maggiore conservazione delle riserve idriche e crea situazioni di temperatura più costante, almeno nello strato superficiale. Altro dato degna di nota è relativo al cosiddetto indice di Qualità Biologica dei Suoli (Qbs), migliorato di più nelle zone sotto pannello che nelle altre in risposta alla pioggia. Lo studio si è soffermato anche sul progresso della sostanza organica. Nelle aree sotto pannello risultava inizialmente molto bassa, ma si è poi verificato un aumento superiore rispetto a quello osservato fuori. In questo senso la presenza del pannello costituisce un cambiamento favorevole per i suoli”. Sostenere che i pannelli non pregiudicano l’uso agricolo delle superfici, per Gis, non è quindi “impossibile”. “Gli impianti fotovoltaici – aggiungono gli imprenditori - non impediscono un domani di tornare a coltivare una determinata area, mentre in quelli agrivoltaici viene addirittura conciliata la produzione di energia con attività agrosilvopastorali. 

Ma c’è dell’altro. “È vero che i pannelli fotovoltaici a Viterbo occupano una superficie di centinaia di ettari. L’edizione 2022 del rapporto ‘Consumo di suolo, dinamiche territoriali e servizi ecosistemici’ a cura del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente specifica che nel 2022 erano 958,756 per la precisione. Non è però un ‘fatto’ che questa superficie è pari al 50% di quella agricola utilizzata (SAU). Nello stesso documento viene sottolineato che i pannelli hanno un’incidenza pari solo allo 0,49% della SAU e allo 0,27% del territorio della provincia stessa. Interpellate da GIS, le persone che hanno fornito questo dato hanno chiarito che la percentuale del 50% che loro citano ad un certo punto nel report si riferisce al rapporto tra i pannelli nella Tuscia e quelli totali nella Regione, non alla SAU”.

Il gruppo, dunque, rispedisce al mittente le accuse di “rubare suolo” agli agricoltori. Anzi: “Sono spesso gli stessi coltivatori – si legge nella nota - a rivolgersi alle nostre associate per sondare la possibilità di installare pannelli sulle loro terre. Anche quando il parere è positivo e l’impianto viene realizzato, il professionista non viene privato di quell’area ma continua ad amministrarla. Non è certo GIS che si occupa del bestiame che pascola sotto la struttura né di eventuali colture”.

Osservazioni anche sui presunti impatti a livello turistico e occupazionale degli impianti: “GIS porta avanti i suoi lavori su terreni senza vincoli paesaggistici o archeologici, lontano da zone a rischio idrogeologico, turistiche o di particolare interesse culturale, storico o archeologico”.

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