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Sabato, 22 Giugno 2024
GIORNO DELLA MEMORIA / Centro Storico / Via della Verità, 19

Viterbo ricorda i martiri della Shoah: “I ragazzi devono trarre insegnamento da un passato orribile”

Questa mattina, in via della Verità, la città ha reso omaggio alla famiglia Anticoli-Di Porto, deportata nei campi di sterminio dai nazisti

La città ha ricordato i viterbesi colpiti dalla Shoah in prima persona, deportati dai nazisti nei campi di concentramento, luogo nel quale hanno perso la vita. Questa mattina, in via della Verità 19, si è tenuta la cerimonia commemorativa organizzata dal Comune di Viterbo e dall'istituto comprensivo Luigi Fantappié nei pressi dell'abitazione di Emanuele Vittorio Anticoli, Bruno Di Porto e Letizia Anticoli.  

GIORNO DELLA MEMORIA - La cerimonia di fronte all’abitazione della famiglia Di Porto-Anticoli

La famiglia ebrea viterbese venne prelevata dalla loro abitazione alla Verità nel 1944, quando i nazisti portarono Vittorio, Bruno e Letizia nei campi di Auschwitz e Mauthausen, dove trovarono la morte nel 1945. L’unico a salvarsi dall’olocausto fu il piccolo Silvano Di Porto, che al momento della cattura dei suoi genitori non si trovava con loro ma in compagnia di Rita Orlandi, sua “baby-sitter”. Rita all’epoca aveva 17 anni e quel giorno terribile, dopo aver portato Silvano con sé per una passeggiata in centro, venne avvertita da qualcuno che i nazisti stavano compiendo i rastrellamenti. A quel punto la giovane decise di prendere il bambino e lo portò fuori Porta Romana, nelle campagne circostanti. La sera i due fecero ritorno a casa Orlandi, dove il piccolo Silvano rimase nascosto fino alla liberazione della città. Una storia di speranza all’interno di una delle pagine più brutte dell’umanità. Per il suo gesto, Rita Orlandi nel 2019 venne insignita della medaglia di “Giusta tra le nazioni”.

La famiglia Di Porto-Anticoli viene ricordata ogni 26 gennaio, con le autorità che organizzano una cerimonia. Nel 2001, in via della Verità, nei pressi della loro residenza, è stata installata una targa commemorativa mentre, di fronte al portone di casa, nel 2015 l’artista tedesco Gunter Demnig ha personalmente realizzato ed installato le tre pietre d’inciampo che oggi testimoniano la storia di Vittorio, Angelo e Letizia. Tuttavia, Enrico Mezzetti, presidente dell’Anpi provinciale, ci tiene a fare un appunto sulla targa: “È troppo in alto, al punto che non si riesce a leggere. L’anno scorso la sindaca ci aveva detto che l’avrebbe fatta spostare ad altezza d’uomo, ma sta ancora lì dov’è. Ribadiamo la richiesta di spostarla in basso, i condomini del palazzo sono d’accordo”.

Il ricordo odierno ha avuto inizio con la deposizione di una corona di alloro da parte del sindaco Chiara Frontini, alla quale sono seguiti gli interventi del prefetto Gennaro Capo: “Un ringraziamento sincero - ha detto quest’ultimo -, va ai professori che aiutano ragazze e ragazzi a crescere e a conoscere la storia del nostro paese. Per trarre un messaggio forte da quanto è successo”. “Attualizzare quello che è successo - ha invece spiegato Romoli - è di fondamentale importanza. Perché quello che è successo, è successo qui in via della Verità e in altri paesi della Tuscia. Essere qui oggi significa dire no alla violenza”. Dopo gli interventi, gli alunni e le alunne delle classi 4^A e 4^B della scuola primaria e delle classi 3^A, 3^B e 3^E della scuola secondaria dell’istituto comprensivo Fantappié hanno letto alcune testimonianze ed hanno intonato dei canti.

Presenti, al ricordo, il presidente della provincia Alessandro Romoli, il vice sindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi, la sindaca del consiglio comunale delle bambine e dei bambini, Chiara Giorgi, il prefetto Gennaro Capo, il questore Fausto Vinci, i comandanti provinciali dei carabinieri e della guardia di finanza, rispettivamente Massimo Friano e Carlo Pasquali, il comandante della polizia locale Mauro Vinciotti, il vicario per la cultura della diocesi don Massimiliano Balsi, i consiglieri comunali Alessandra Purchiaroni, Giancarlo Martinengo, Francesca Sanna, Rosanna Giliberto e Alessandra Croci, lo storico Luca Bruzziches e il presidente dell’Altro Circolo Giancarlo Mazza ed Elisa Bianchini dei Cobas.

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