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275 marescialli di Aeronautica ed Esercito gridano "Lo giuro". Il ministro Crosetto: "Non siate eroi ma giusti" | FOTO e VIDEO

Cerimonia interforze alla presenza del ministro della Difesa per gli allievi dei 26esimi corsi di Am ed Esercito di Viterbo

275 allievi marescialli dell'Aeronautica militare e dell'Esercito gridano "Lo giuro". Cerimonia interforze questa mattina, venerdì 19 aprile, alla Smam di Viterbo alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto.

Il discorso di Crosetto

"Viterbo - ha esordito Crosetto - dal 1965 è testimone della crescita umana e professionale di tanti ragazzi e ragazze: ieri allievi e oggi marescialli maturi, competenti, al servizio delle istituzioni". Rivolgendosi direttamente a loro ha detto: "Oggi è l'inizio di una nuova vita per voi. Di una vita matura, di un percorso che vi porterà ad allontanarvi da casa e a diventare parte di una famiglia diversa ma che vi tratterà con altrettanto rispetto perché sente il carico dell'affidamento di ognuno di voi: la famiglia della difesa.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto al giuramento allievi marescialli Aeronautica ed Esercito-2

Avete fatto - ha proseguito Crosetto - una scelta difficile, quella di servire il vostro paese e di farlo per la vostra vita. E oggi avete giurato di farlo. Nessuno vi chiede di essere eroi. Io vi chiedo di essere giusti, di formarvi in questi anni per capire cos'è il bene e cos'è il male. Quando dovrete decidere cosa è giusto e cosa non lo è, dovrete essere pronti a farlo. Perché in quel momento non rappresenterete solo voi stessi ma lo Stato e la Repubblica. La divisa che portate vi dà una responsabilità in più che i cittadini normali non hanno: rappresentate anche dei valori che sono più grandi di voi e di noi ma il giorno in cui avete deciso di servire in armi ve li trovate sulle spalle. Avete sulle spalle la storia di persone che hanno dedicato la vita per servire il paese, di persone che hanno sofferto. Voi siete tutto ciò. Vi chiederete se siete in grado di sopportare tutto questo. Lo siete. Chi è diventato eroe ha semplicemente seguito un ideale più grande di lui. Non serve essere eroi, serve essere un uomo e una donna giusti nel momento in cui la storia lo richiede. Siate questo, imparate a essere questo. Cercate la forza dell'amicizia e nei rapporti che costruirete tra di voi, cercate la forza nell'ispirazione di altri, cercate la forza nella divisa che portate.

Sono onorato - ha concluso Crosetto - di essere qui, perché oggi voi siete il centro di questo importante avvenimento. Sono qua perché sono onorato di rappresentare uno stato che oggi si inchina a tutti voi e ognuno di voi ringranzia per la scelta che avete fatto. Grazie perché io so che il futuro mio, dei miei figli, dei miei nipoti e delle persone che sono qua sarà nelle vostre mani. Il futuro, la libertà della democrazia e delle nazioni sono nelle mani delle forze armate. Questa responsabilità non la vivete da soli, la condividete con altri. Sappiatela custodire. A voi affido questo, una parte del mio e vostro futuro e mi inchino a voi perché oggi avete giurato di curarlo come se fosse un vostro figlio".

VIDEO | Il "Lo giuro" degli allievi marescialli di Esercito e Aeronautica e il sorvolo degli elicotteri

Giuramento interforze

Giuramento interforze Aeronautica militare ed Esercito

Giuramento eccezionalmente in forma congiunta per 140 allievi marescialli del 26esimo corso dell'Esercito e per 135 allievi marescialli dell'omologo corso dell'Aeronautica davanti alle loro famiglie orgogliose e commosse, ai vertici della difesa e delle forze armate, alle autorità civili, militari e religiose della provincia. Dai capi di stato maggiore di Esercito e Aeronautica, Carmine Masiello e Luca Goretti, ai comandanti delle scuole di Esercito e Aeronautica, Carlo Lamanna e Silvano Frigerio. Tra i presenti il prefetto Gennaro Capo, il deputato Mauro Rotelli, il consigliere regionale Daniele Sabatini, il presidente della Provincia Alessandro Romoli e il vicesindaco di Viterbo Alfonso Antoniozzi.

Il battesimo del corso dell'Am

Gli allievi marescialli hanno giurato fedeltà alla Repubblica e alle sue istituzioni. Il momento del "Lo giuro" è stato suggellato dal sorvolo di una formazione di elicotteri dell'Aeronautica. Successivamente la consegna del cagliardetto, benedetto dal vescovo Orazio Francesco Piazza, al 26esimo corso dell'Aeronautica e, come da tradizione, il "battesimo" per l'attribuzione del nome e del motto: Gladius II - Le cose della vista distrutte dal cielo. Durante la cerimonia celebrata anche la giornata delle medaglie d'oro al valor militare.

GALLERY | Giuramento allievi marescialli Aeronautica ed Esercito

Il discorso di Spina

Nel suo discorso il comandante della Smam, Gianluca Spina, si è rivolto prima ai familiari degli allievi: "Vedo nei vostri occhi emozione e orgoglio nello scoprire che quanto da voi seminato è diventata una pianta forte e rigogliosa". Poi direttamente ai marescialli: "Dopo questi primi mesi di duro lavoro vi vedo militari fieri e orgogliosi di far parte di questa meravigliosa squadra al servizio del paese. Il fatidico "Lo giuro" è un'esplosione di energia che vi proietterà a pieno titolo tra quanti vi hanno preceduto. Sarete presto al fianco di chi è impegnato nella difesa di spazi aerei, nelle missioni di trasporto umanitario o di soccorso alle popolazioni colpite dalle calamità naturali. Affrontate questo impegno dimostrando la massima lealtà verso i vosti superiori e sincera solidarietà verso i vostri futuri colleghi, consapevoli che solo uniti si raggiungeranno i risultati. Un percorso non facile, intenso ma ricco di emozioni. Unico è l'impegno morale e intimo che ciascuno prenderà nei confronti del paese, un impegno che costituisce la base su cui impostare la propria vita e la propria identità di militare. Un concentrato di valori che sia ad esempio per i colleghi ma anche per tutti gli italiani che cercano nelle istituzioni militari il luogo dove porre la propria fiducia e affidare la propria sicurezza, perché in un mondo in cui la minaccia assume caratteristiche ibride e velocemente mutevoli servono dei punti fermi".

Il discorso di Barone

Anche il comandante della Scuola sottufficiali dell'esercito, Fabrizio Barone, ha esordito rivolgendosi ai familiari degli allievi marescialli: "Ci avete affidato dei giovani cittadini con un patrimonio morale di tutto rispetto: ne faremo degli ottimi soldati e leader", ha assicurato. Poi parlando alle ragazze e ai ragazzi: "Sono stati mesi duri, di ostacoli, difficoltà e sofferenza. La vostra è stata una scelta voluta e oggi siete chiamati a confermarla con la consapevolezza di chi condivide di sé realmente un ideale. Adesso fate parte di chi mette il bene comune davanti a tutto, di chi fa le cose per intima convinzione, di chi attribuisce alle parole "onore", "dovere", "patria" un significato profondo. Oggi voi scegliete di essere al servizio esclusivo dello stato, delle sue leggi, delle sue istituzioni. Oggi vi impegnate a tutelare il prestigio e l'interesse dell'esercito, delle forze armate e della nazione. Vi attendono duri sacrifici e sfide impervie per vincere le quali dovrete ricorrere alle vostre qualità migliori. Siate sempre generosi, quella generosità d'animo necessaria per guidare con l'esempio i vostri uomini e le vostre donne: il loro rispetto sarà per voi la più preziosa delle gratificazioni. Siate coraggiosi, non solo fisicamente ma soprattutto moralmente. Quel coraggio a cui dovete attingere a piene mani per prendere le decisioni difficili. Siate curiosi e affamati di conoscenza per poter essere sempre parte della soluzione dei problemi che vi si presenteranno. Sono certo che sarete all'altezza di chi vi ha preceduto e che la vostra fermezza vi guiderà lungo il cammino del dovere e dell'onore. Il giuramento è una promessa rivolta alla Repubblica e quindi a tutti gli italiani, un atto solenne che vi impegna e vi rende i garanti della difesa della patria. Il 26esimo corso Fermezza sarà intitolato al sergente Angelo Morsetti, medaglia d'oro al valore militare. Morsetti sia sempre per voi fonte di ispirazione ed esempio morale da seguire".

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