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PUGNO DURO / Centro Storico / Via San Pellegrino

Il Comune fa la lotta a b&b e case vacanza: chiusure immediate per chi non è in regola. Un caso a San Pellegrino

La sindaca Chiara Frontini prepara il giro di vite sulle attività ricettive, soprattutto quelle del centro storico. A San Pellegrino chiusa una casa vacanza: "Non era in regola"

Dopo il caso del Giovanni XXIII, centro geriatrico sito in strada Teverina una cui struttura è stata chiusa dal Comune perché ritenuta da un verbale Nas “una casa-albergo per la quale non viene esibita alcuna autorizzazione per l‘apertura e il funzionamento”, l’amministrazione Frontini inizia un giro di vite sulle attività ricettive. Soprattutto quelle presenti nel centro storico. E, infatti, è arrivata la prima ordinanza di chiusura.

La dirigente Ilaria Guancini, titolare del quarto settore, ossia sviluppo economico, ha predisposto la chiusura immediata di un’attività sita nel quartiere di San Pellegrino. L’ordinanza, firmata il 21 maggio scorso, parla di una "struttura ricettiva extralberghiera abusivamente esercitata", facendo riferimento a un verbale redatto dalla polizia locale il 14 maggio. Nel dispositivo viene annotato: “Si contesta la violazione degli artt. 26 c.1 e 31 c.1 della L.R.N.13/2007 da parte del sig. A.P. giacchè, in qualità di amministratore unico della società Tuscia residence srls, esercitava l’attività di struttura ricettiva extralberghiera del tipo “casa vacanze” in quattro numeri civici di via San Pellegrino senza aver presentato la prevista Scia al Comune di Viterbo”. Il verbale, il 20 maggio, è stato trasmesso al quarto settore, che ha disposto la chiusura immediata della struttura.

La Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) è la dichiarazione amministrativa da presentare in Comune che permette alle imprese di iniziare, modificare o cessare un'attività produttiva. Produce effetto immediato, in quanto non è necessario attendere i tempi, l'esecuzione delle verifiche sui requisiti e i controlli preliminari da parte degli enti competenti. Si compone di un'autocertificazione con degli allegati, necessaria a documentare il possesso di requisiti soggettivi (morali e professionali se richiesti per lo svolgimento di determinate attività) e requisiti oggettivi (quelli previsti dalla legge a seconda del tipo di attività economica da avviare).

Quella di San Pellegrino, però, sarebbe solo la prima situazione ad oggi verificatasi. Presto ne potrebbero arrivare altre. L’amministrazione Frontini ha deciso di sfoggiare il pugno duro, andando a verificare potenziali attività abusive su tutto il territorio cittadino a cominciare dalla zona dentro le mura, quella in cui esistono più strutture ricettive. Tramite la polizia locale, palazzo dei Priori ha deciso di effettuare una serie di controlli a tappeto, il tutto alle porte della stagione turistica. I titolari, a fronte di eventuali ordinanze di chiusura, potranno fare tuttavia ricorso al Tar del Lazio per annullarle.

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