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IL CASO / Montefiascone

A Montefiascone il film russo sulla guerra in Ucraina, Barelli a prefetto e sindaca: "Bloccate la proiezione"

Iniziativa analoga prevista per il mese scorso anche a Viterbo, poi saltata. Giacomo Barelli (Buona destra e Azione): "Filorussi nostrani ci riprovano". Antonello Giovanni Budano dei Costa volpara, promotore della proiezione: "Venga e proponga il suo pensiero"

A Montefiascone il film "Il testimone", pellicola di propaganda filorussa sulla guerra in Ucraina. L'iniziativa è prevista per domenica 10 marzo al cinema Gallery, stando a delle locandine che stanno circolando sui social e su cui campeggia il logo e la sigla Clic (Comitato liberi cittadini) e in cui si legge che per la "proiezione del film e il dibattito" è "obbligatoria la prenotazione" e l'"ingresso è a offerta libera". È da sottolineare che il manifesto, al momento, non è presente sui canali del cinema Gallery.

Evento analogo era stato annunciato per febbraio anche a Viterbo, ma poi è saltato. A sollevare la questione sull'inopportunità dell'iniziativa è oggi, come il mese scorso, Giacomo Barelli, coordinatore nazionale della Buona destra e membro dell'assemblea nazionale di Azione. "Dopo il tentativo di esportare la propaganda del regime di Putin a Viterbo, i filorussi nostrani ci riprovano a Montefiascone - dice Barelli -. Una  proiezione inopportuna a pochi giorni, inoltre, dal vile tentativo di attentato a Odessa nel quale i russi hanno tentato di uccidere il presidente Zelensky nonché il primo ministro greco Mitsotakis, leader di un paese della Unione europea e membro della Nato. Un'iniziativa palesemente anti-Ucraina e a favore del supporto alla brutale e illeggitima invasione russa attraverso la veicolazione di notizie false predisposte per la disinformazione in Occidente dallo stesso stato Russo, produttore del film. Un film pieno di falsità e propaganda sulla guerra in Ucraina".

Giacomo Barelli

"Come cittadino italiano e poi come politico membro dell'assemblea nazionale di Azione e coordinatore nazionale della Buona destra di Filippo Rossi esprimo - afferma Barelli - tutta la mia vicinanza e solidarietà al popolo Ucraino e la più forte condanna per l'evento in programma a Montefiascone, chiedendo, come già fatto per Viterbo, ai gestori del cinema Gallery e a tutte le autorità competenti, a partire dalla sindaca, al prefetto, al questore e a tutti i parlamentari e politici locali, di intervenire per la cancellazione dell'autorizzazione alla proiezione del film".

Proiezioni del "Testimone" sono già state organizzate in varie città italiane. A Viterbo, come detto, alla fine è saltata. Come sono state annullate, ad esempio, a Bologna e Torino. "Non possiamo permetterci - continua Barelli - questo precedente. Abbiamo il dovere di denunciare e opporci alla disinformazione russa in Italia e segnalare a tutte le istituzioni pubbliche e alle amministrazioni locali di porre l'attenzione verso la diffusione della propaganda di Mosca e delle manipolazioni del Cremlino che, come ha avuto modo di denunciare l'ambasciata ucraina in Italia, intossicano la società".

"Il testimone" è il primo film russo che parla della guerra in Ucraina. È uscito a Mosca ad agosto ed è finanziato dal ministero della Cultura russo. A Montefiascone, stando al manifesto già pubblicizzato sui social, la proiezione è prevista dopo l'introduzione, tramite collegamento video in diretta, di Vincenzo Lorusso di Donbass Italia e Andrea Lucidi. "Quest'ultimo - sottolinea Barelli -, giornalista freelance attivo in Donbass e con posizioni anti Ucraina, è già stato oggetto di un'interrogazione parlamentare per la sua partecipazione, "paradossale" secondo il governo, a un evento ospitato dall'ambasciata italiana a Mosca".

"Il testimone" racconta la storia di un violinista belga che si trova in Ucraina per un concerto nel febbraio del 2022, proprio all'inizio dell'invasione russa. Ma invece che assistere ai massacri dell'esercito russo come documentato dai racconti di guerra, assiste a "crimini inumani e sanguinarie provocazioni" da parte dei soldati ucraini, che sono presentati come figure macchiettistiche tra chi legge il Mein Kampf di Adolf Hitler, chi ha una t-shirt in cui è raffigurato sempre Hitler e chi si droga. "Nella vergognosa e falsa proiezione - sottolinea Barelli - i soldati ucraini sono presentati come neonazisti efferati che massacrano con crudeltà il loro stesso popolo, torturando gli uomini e stuprando le donne: è questa la tesi della propaganda russa sui crimini commessi dall'esercito russo nella guerra in Ucraina. Addirittura, nella versione proiettata nei cinema russi, alla fine del film appare una scritta che informa lo spettatore che le atrocità a Bucha, a Mariupol e in altre città dell'Ucraina sarebbero state commesse dal regime ucraino per gettare discredito sull'esercito russo agli occhi del mondo".

Per tutte queste ragioni, da Barelli arriva l'"appello a boicottare la propaganda filorussa nella nostra provincia. Sia raccolto - conclude - da tutte le forze politiche locali e nazionali. Che dalla Tuscia si levi, ancora una volta, un forte grido di sostegno al popolo ucraino per un'Ucraina libera ed europea contro la brutale e illegale occupazione russa".

Antonello Giovanni Budano sulla proiezione del film Il testimone a Montefiascone

L'iniziativa a Montefiascone coinvolgerà anche Antonello Giovanni Budano dei Costa volpara, già promotore della proiezione organizzata a Viterbo il cui annullamento aveva bollato come "censura" ed entrando in polemica con lo stesso Barelli. "A seguito della visione farò un intervento nel successivo dibattito", informa Budano. Poi, con ironia, aggiunge: "Ma non prima di aver dato da mangiare al mio orso sul monociclo regalatomi personalmente da Sergey Lavrov".

E ancora, sempre con ironia: "Mi scuso con Giacomo Barelli per il colpevole ritardo nel dare l'informazione e spero faccia in tempo ad appellarsi all'amministrazione del Comune affinché la proiezione venga censurata nel nome dei valori dell'Occidente. La prenotazione è obbligatoria al numero telefonico di cui alla locandina: risponderà un agente dell'ex Kgb messo in sonno nel lontano 1986 e riattivato al codice alfanumerico "BuonaDestra2024"".

Infine, l'invito a Barelli: "Nella malaugurata ipotesi che non riesca a impedire la proiezione del film, lo invito ad assistere alla visione e proporre il suo pensiero: considero la libertà di espressione fondamentale per l'arricchimento della democrazia".

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