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Martedì, 27 Febbraio 2024
IL PROGETTO / Via Lemme

A Monterazzano un impianto agrivoltaico da 190mila pannelli: oltre 500 posti di lavoro e 80% di indotto per le aziende viterbesi

Non solo rifiuti, a Monterazzano anche uno dei parchi agrivoltaici più grandi e potenti d’Italia

Il Ministero dell'ambiente e della sicurezza energetica sta analizzando il progetto che prevede la realizzazione di un maxi-parco agrivoltaico a Monterazzano. Lo studio, proposto dalla E-Solar 7, azienda di Viterbo, prevede nel dettaglio l’installazione di 191mila pannelli fotovoltaici e 23 cabine su una superficie pari a 168,55 ettari. L’impianto, secondo quanto riportato nel progetto, avrà una potenza nominale di 125,51 Megawatt di picco ed una producibilità stimata, per il primo anno di attività in 240.780.293,7 kWh. Queste caratteristiche lo renderebbero uno tra i più grandi, potenti e produttivi d’Italia. Trattandosi di un parco agrivoltaico, in linea generale, sarà progettato in modo da consentire l'integrazione fra attività agricola e produzione e verrà utilizzato, nel corso della vita tecnica, in maniera da garantire la produzione sinergica di energia elettrica e prodotti agricoli e non compromettere la capacità produttiva dell'attività agricola e pastorale. È infatti previsto un piano colturale composto da un lato da alcune coltivazioni arboree di tipo intensivo (oliveto superintensivo) e, dall'altro, da colture seminative per la produzione di foraggio e pascolo.

Impianto agrivoltaico (foto generica)-2

L'area individuata per l'installazione dell'impianto fotovoltaico, come detto, si trova a Monterazzano, in linea d'aria a circa 8 km dal centro abitato di Viterbo, ed è attualmente interessata principalmente da campi seminati e pascoli. L'accesso all'impianto (che avrà una “vita” di 20-30 anni al massimo) è garantito da Strada Lemme, la stessa che oggi ospita la discarica Le Fornaci di Ecologia Viterbo. Per quanto riguarda i dettagli tecnici, la struttura sarà composta da 191.616 moduli fotovoltaici di nuova generazione in silicio monocristallino di potenza nominale pari a 655 Wp. Le celle fotovoltaiche di cui si compone ogni modulo sono protette verso l'esterno da un vetro temprato ad altissima trasparenza e da un foglio di tedlar, il tutto incapsulato sottovuoto ad alta temperatura tra due fogli di EVA (Ethylene/ Vinyl /Acetate). Il collegamento elettrico tra i vari moduli avverrà direttamente sotto le strutture di sostegno dei con cavi esterni graffettati alle stesse. La recinzione sarà realizzata in rete metallica maglia larga (80 x 100 mm) zincata plastificata di colore verde in materiale ecocompatibile, di altezza pari a circa 2 metri, e sarà fissata al terreno con pali verticali di supporto, a sezione circolare, distanti gli uni dagli altri 2 metri con eventuali plinti cilindrici. Con lo scopo di non ostacolare gli spostamenti della piccola fauna terrestre è inoltre prevista la realizzazione di una luce libera tra il piano campagna e la parte inferiore della rete di 30 cm ogni 25 metri. Il cancello, infine, sarà largo 6 metri. 

Impianto agrivoltaico (foto generica)-3

Nella dettagliata relazione presentata dalla E-Solar al Ministero, vengono analizzate le ricadute occupazionali dell’opera e l’impatto economico sul tessuto imprenditoriale viterbese. In particolare, secondo l’azienda, i posti di lavoro generati dalla realizzazione dell’impianto nelle sue tre fasi - cantiere, esercizio e dismissione - saranno oltre 500, suddivisi in 74 tecnici (project manager, direttori dei lavori, sicurezza ecc.) e 435 maestranze (demolitori, logistica, attività agricole ecc.). Tutti chiaramente smistati tra l'impianto agrivoltaico, quello di utenza e quello di rete. Per quel che riguarda il mercato locale, invece, questo potrà offrire un contributo notevole in tutte le fasi di realizzazione, gestione e dismissione del parco attraverso l'utilizzo di expertice locali. Si stima che questo contributo possa essere ricondotto all'80% del suo valore, mentre per la parte della fornitura delle componenti tecnologiche e dei materiali contribuirà per circa il 20%. Complessivamente, il contributo alle forniture e servizi reperibili sul mercato locale possono essere ricondotte al 20-25% dell'investimento. Insomma, stando al progetto, l’agrivoltaico a Monterazzano sembrerebbe essere un’occasione abbastanza appetitosa per la Viterbo. Da vedere, peró, cosa deciderà il Mite, che dovrà valutare ogni singolo particolare prima di dare il via libera alla costruzione.

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