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Turismo in crescita: 72mila pernottamenti in primavera, si va verso un Natale da tutto esaurito

Dati incoraggianti dall’imposta di soggiorno, la città si prepara ad un inverno sold-out in alberghi e b&b

In molti non ci crederanno, ma il turismo a Viterbo è in crescita. Malgrado la delusione degli albergatori per il ponte di Ognissanti, terminato al di sotto delle aspettative con solo il 60% dei posti letto occupato, i numeri certificano il trend al rialzo rispetto al 2022 e al 2021. A rivelarlo è l’accertamento dei versamenti relativi all’imposta di soggiorno, la tassa che ogni turista deve corrispondere direttamente alle strutture un cui è ospite. 

Nel capoluogo, la cifra da pagare sotto forma di imposta è pari a 1 euro e 80 centesimi. I titolari delle strutture ricettive viterbesi hanno comunicato, per il secondo trimestre del 2023, di aver incassato poco meno di 130mila euro, per la precisione 129mila e 999 euro. Soldi che sono stanti prontamente riscossi dal Comune. Il periodo è quello che va dallo scorso aprile allo scorso giugno, dunque prima dell’estate che, a tratti, non ha del tutto convinto quanto a presenze e affluenza in città. Ne emerge, quindi, che i pernottamenti effettuati in alberghi, bed & breakfast, hotel e case vacanza sono stati poco più di 71mila. Attenzione: questo non vuol dire che in tre mesi si siano visti 71mila turisti per le strade. Anche se, considerando i flussi e la permanenza media di ogni visitatore, il numero potrebbe essere molto vicino a quella cifra.

Riguardo a questi numeri, ad agosto l’assessore allo Sviluppo economico e al Turismo, il professor Silvio Franco, aveva spiegato: “I dati mostrano nei primi sei mesi una crescita rispetto al 2022 del 5-10%. Nel dettaglio, alla voce ‘ospiti’ nel periodo gennaio-giugno 2023, abbiamo un incremento del 10,1% rispetto allo stesso periodo del 2022; mentre per la voce ‘pernottamenti’ si registra un +7,5%. Ne risulta quindi un significativo incremento delle presenze che ci rende fiduciosi per il prosieguo dell’anno”. Questo anche se le statistiche non possono essere perfettamente confrontate, visto che negli ultimi anni gli introiti legati all’imposta di soggiorno venivano calcolati sulla base di dichiarazioni quadrimestrali e non trimestrali. 

A prescindere da tutto ciò, l’amministrazione non può minimamente pensare di potersi adagiare sugli allori. Il trend di crescita, infatti, si è assottigliato nel corso degli anni. Nel 2021 la crescita dei pernottamenti rispetto al 2022 è stata pari al 60%, mentre quella del 2022 sul 2021 vicina al 33%. Adesso, nel 2023, invece, si è passati ad un 7,5% rispetto al 2022. Di certo, per avere un quadro completo bisognerà attendere la fine dell’anno. 

E l’amministrazione Frontini confida proprio negli ultimi mesi del 2023, riponendo nel periodo natalizio tutte le speranze per un inverno nel segno del sold-out. La città si prepara al Natale e, a quanto pare, i turisti sembrano averla scelta per soggiornare nella seconda settimana di dicembre. In base ai dati reperibili su Booking.com, il 74% delle strutture ricettive cittadine hanno raggiunto il tutto esaurito per il ponte dell’Immacolata, quello che va dall’8 al 10 dicembre. Se le proiezioni dovessero confermarsi queste anche per le settimane successive, il Natale potrebbe portare a Viterbo un gran bel regalo in termini turistici, con tutti i benefici che ne conseguirebbero.

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