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INCLUSIONE

Inaugurato il museo dei portici senza barriere architettoniche, Aronne: “Per una Viterbo più inclusiva”

Taglio del nastro stamani per il nuovo museo: ecco come sarà

“Per una Viterbo più inclusiva”. Con queste parole, stamani, l’assessore all’Urbanistica Emanuele Aronne ha battezzato il nuovo museo dei portici, per la prima volta senza barriere fisiche, sensoriali e cognitive. Un passo avanti per la città, che rende pienamente accessibile il suo patrimonio artistico e culturale. “La disabilità - ha dichiarato Aronne - non deve dividerci, l’accessibilità non è un privilegio ma un diritto sacrosanto”. 

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Alla conferenza in sala Regia, oltre ad Aronne, c’erano anche il sindaco Chiara Frontini, il consigliere comunale delegato all’accessibilità agli spazi museali Ugo Poggi, il prof de La Sapienza Maurizio Errigo, il presidente di Archeoares Gianpaolo Serone e il presidente di Aism Viterbo, Francesco Veleno. A rimarcare il tema dell’accessibilità, poi, c’è la dedica speciale del progetto, tradotto in lingua dei segni, a Vito Di Noto, presidente provinciale di Aism scomparso nel 2023. Alla famiglia, il Comune ha donato un riconoscimento da parte di tutta l’amministrazione. “Vogliamo una città più partecipata da tutti i cittadini e vogliamo farlo con i fondi del Pnrr. Un momento fondativo di una città che va verso l’inclusione e l’eliminazione delle barriere architettoniche”, ha commentato la prima cittadina. 

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L’eliminazione di tutte le barriere architettoniche del museo farà si che gli utenti “speciali” del museo possano godere pienamente della visita e di tutti i servizi. È stata rivolta particolare attenzione alle disabilità sensoriali, sia nell’allestimento che nella progettazione del sito web. L’obiettivo è quello di arrivare a un percorso museale unico, percorribile e percepibile in più modalità che garantisca al pubblico una fruizione agevole e una permanenza piacevole. “Verrà realizzato - ha spiegato il professor Errigo - un laboratorio di accessibilità che durerà 3 anni, da marzo di quest’anno al giugno del 2026, con un centinaio di incontri. Un luogo in cui si sperimenteranno percorsi di formazione inclusiva destinati ai cinque profili di utenza definiti nella progettazione. Normodotati: cardiopatici, donne in gravidanza, persone con passeggino, individui convalescenti o con un’ingessatura agli arti, obesi, anziani, bambini. Persone con ridotta o impedita capacità di movimento: persone su sedia a rotelle. Persone con disabilità sensoriale”. “L’accessibilità non è solo quella fisica, ce ne sono molte altre - ha concluso infine Giampaolo Serone di Archeoares -. Il nuovo sito internet del museo avrà anche la traduzione in Lis e una modalità per non vedenti e i disturbi dell’apprendimento. Per rendere il museo accessibile a tutti, già da casa”.

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