L'INCONTRO "HOT"

Cruciani a Frontini: "Meglio essere tradita con una prostituta o commessa?". Lei: "Con mio marito c'è un principio di reciprocità"

La sindaca ha intervistato il giornalista e speaker della Zanzara sul suo nuovo libro Via crux. Hanno parlato soprattutto di politically correct e femminismo ma anche di sesso. Il pubblico divertito ha riso e applaudito

Un incontro molto frizzante tra la sindaca Chiara Frontini e il giornalista e conduttore radiofonico Giuseppe Cruciani. In una gremita piazza della Repubblica la prima cittadina ha intervistato la voce della Zanzara sul suo ultimo libro “Via crux”. Tanti temi e molte risate dai botta e risposta dei due sul palco di Ombre festival.

L’incontro si è focalizzato sin dall’inizio sul concetto del politicamente corretto. Ad aprire il dibattito il titolo di Chiara Frontini. “Sindaca è una cosa che foneticamente mi dà un enorme fastidio - ha esordito Cruciani -. Simile alla questione del tutti e tutte, io credo che non ci sia donna che si senta emarginata dall’utilizzo del termine tutti. Ci si complica la vita per delle minchiate”. Uno “start” abbastanza elettrizzante. “Alcune parole vengono crocefisse sull’altare dell’inclusione – conclude il conduttore della Zanzara -, significa non offendere o danneggiare nessuno. Per esempio uso la parola frocio o finocchio che è una parola bellissima. La differenza è l’utilizzo, la parola in sé non è offensiva. A forza di includere tutto e cercare di non offendere nessuno, siamo limitati in tutto. Anche fare un complimento è diventato un problema”.

A questo punto la sindaca Frontini ha incalzato Cruciani sul tema dell’omosessualità. “Se sei d’accordo con i matrimoni gay, forma massima dell’inclusione, ma sul linguaggio no, non ti sembra una contraddizione?”, domanda la prima cittadina. “Io sono a favore dell’adozione gay, del matrimonio e dell’utero in affitto – risponde il giornalista - ma penso che se uno dice che secondo lui la famiglia da sostenere è quella tradizionale, non è omofobo. Oggi si dà la patente da omofobo a chi non la pensa come le associazioni Lgbt. Se pensi diverso sei direttamente: razzista, omofobo, medievale”.

“Io non sopporto la vittimizzazione di qualsiasi cosa – spiega Cruciani -, in fin dei conti gli haters non esistono, non è un diritto stare sui social. Se non ti piacciono i commenti, non li leggi o li cancelli. Se tutto si trasforma in reato, niente è reato. Bisogna affrontare la vita con leggerezza”.

Frontini ha portato in discussione anche la violenza di genere. “Scrivi che il femminicidio non esiste, però i dati dicono che l’84% degli assassinii di donne avviene per gelosia. Non sono una che grida al patriarcato, però il fenomeno è reale”. “Dopo l’uccisione di Giulia Cecchettin – risponde Cruciani – noi uomini ci dovevamo scusare perché abbiamo l’uccello. Non c’è l’emergenza di cui si parla. Non disconosco il femminicidio, io vado alle origini del problema, cioè il possesso e la gelosia. Si pensa che il corpo del partner sia anche tuo, ma questo ragionamento le fanno sia gli uomini che le donne. L’uomo è colpevole quando ammazza una donna, ma io non mi sento colpevole per lui. Il vero problema è nei paesi islamici, dove il patriarcato è reale, ma non vedo levate di scudi”.

A questo punto l’intervista si fa “piccante”. “Nel libro parli di prostituzione”, esordisce Frantini. “Sì, è una mia fissazione, l’ultima volta che sono andato a prostitute era nel 2015”, ammette Cruciani. "Esiste anche maschile e, seguendo il tuo discorso, andrebbe liberalizzata anche quella”, controbatte la sindaca. "Ma sono talmente pochi, hai mai visto bordelli di cigolò?”, ironizza lo speaker. “Scrivi di un rapporto orale in cui ti è stato chiesto di mettere il preservativo, potrebbe essere collegato al fatto che non ti cambi le mutande per una settimana?”. È il “colpo basso” della sindaca, a cui però Cruciani ribatte subito: “Nei bordelli austriaci e svizzeri è tutto così medicale, sembra una sala operatoria”.

Per difendere il principio della liberalizzazione della prostituzione, Giuseppe Cruciani, provoca la sindaca: “Se tuo marito ti dicesse che ti ha tradito, preferiresti con una prostituta o con una commessa? Penso che preferiresti una prostituta”. “C’è un principio di reciprocità nella nostra coppia”, risponde Frontini. “Quindi la sindaca di Viterbo ha una coppia aperta? Non mi sono informato”, ironizza un divertito Cruciani. Anche il pubblico applaude sorridendo al siparietto tra i due.

Infine i toni si calmano e si continua a parlare del “politically correct”. “Se tanti la pensano come te, visto che ti seguono e ti ascoltano, non sei così l’ultimo dei mohicani a sostegno della libertà, forse potreste essere voi la maggioranza”, la prima cittadina riportando uno dei temi del libro. “Chi la pensa come me è la minoranza e te lo fanno notare i social ogni giorno. Cosa succede se scrivi zingaro o finocchio? Vieni subito attaccato, anche ferocemente, o al limite semplicemente bannato”, conclude Giuseppe Cruciani.

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