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Sabato, 13 Aprile 2024
L'INTERVISTA

Parlano i Fiorillo: "Tra 150 giorni Dies natalis sarà pronta, sarà una macchina made in Viterbo"

I costruttori della nuova macchina di Santa Rosa, dopo aver vinto il bando, sono al lavoro già da stamattina per cominciare al più presto i lavori

Sarà l’impresa Fiorillo, di Vincenzo e i figli Mirko e Alessio, a costruire Dies natalis, la nuova macchina di santa Rosa ideata da Raffaele Ascenzi. La ditta si è infatti aggiudicata il bando con il massimo punteggio (un rotondo 100), questo grazie soprattutto all'esperienza che ormai può vantare nella tradizione del 3 settembre. Dopo Gloria e Fiore del cielo, adesso per l’azienda viterbese si prospetta un’altra sfida per regalare alla città il suo fiore all’occhiello. Ma la costruzione non sarà facile e richiederà diversi sforzi, anche perché il tempo è letteralmente tiranno e già si avvicina la primavera. A ViterboToday, Mirko Fiorillo ha spiegato tutti i dettagli del delicato processo di costruzione.

Ora che il bando per la costruzione si è chiuso, la vostra ditta sarà chiamata a realizzare la macchina. Considerando che forse i tempi si sono leggermente assottigliati nel mentre, quanto credete di impiegarci?

“Come dettato dalle tempistiche della gara, abbiamo 150 giorni per la costruzione, ovvero il massimo possibile che il Comune ha previsto. Siamo pronti ma sarà un’impresa difficile rispetto alle altre, ci sono molti più personaggi e una grande superficie da lavorare. La novità è sicuramente il traliccio, in alluminio e non in ferro, che richiederà accuratezza nelle saldature oltre a certificazioni particolari. Contiamo nelle nostre capacità e in quelle dei nostri artigiani, abbiamo intenzione di fare Dies Natalis nel 99% della sua interezza a Viterbo, tranne qualcosa che dovremo reperire fuori”.

Quali saranno le varie fasi della costruzione di Dies Natalis?

“Innanzitutto il traliccio, che dovremo completare entro la fine di giugno. Questo perché il Sodalizio farà la prova di portata i primi di luglio, entro giugno quindi dovrà essere collaudato in officina, poi montato e infine provato dai facchini. Finito questo cominceremo la parte allegorica, che necessiterà precisione e dunque impiegherà più tempo”.

Come avete immaginato la nuova Macchina da un punto di vista estetico? 

“Partendo dalla forma, Dies Natalis richiama quelle molto vecchie, con in cima la croce e la nostra Santa all’interno. Credo che pochi viterbesi, in particolare gli anziani, ricordino una macchina così. I giovani, di certo, non l’hanno mai vista. È più larga, perché le misure sono sempre quelle ma se prima si andavano ad affusolare questa invece stringe poco, detta alla viterbese ‘è tutta para’. Ha un’imponenza non da poco, credo sia una macchina che avrà una mole imponente”.

Viste le dimensioni e la struttura, quale sarà il segreto per il vero colpo d’occhio?

“Essendo una macchina articolata, con diversi interni e moltissimi dettagli, Raffaele (Ascenzi, ndr) questa volta ha pensato un’illuminazione eccezionale. Sarà molto illuminata, questo significa anche che la fase d’allestimento delle luci non sarà difficile ma sicuramente lunga. C’è molta più luce artificiale rispetto a quelle del passato perché la conformazione della macchina stessa si presta a questo gioco. Solo per dare un assaggio, parliamo di 680 fiaccole, dei tradizionali lumini e dei led. Oltre mille punti luce”.

Quando vi metterete ufficialmente al lavoro?

“Gia oggi abbiamo preso un mezzo che sarà molto prezioso per i lavori. Avevamo già in programma questo acquisto, ma abbiamo aspettato questa data soprattutto perché sappiamo che ci servirà soprattutto per la realizzazione della macchina. Possiamo dire che siamo operativi già dalle 6 di questa mattina. Domani avremo un incontro con i nostri collaboratori e poi lunedì avvieremo il tutto. Organizzare il tempo, in questo momento, è fondamentale”.

Ormai quella della macchina di santa Rosa è a tutti gli effetti una filiera, ben collaudata e organizzata nel dettaglio. Voi ne fate parte da tanti anni ma, quando cambia la macchina, è come se Viterbo voltasse pagina. Cosa vi aspettate da questi cinque anni?

“Io mi auguro che persista il rapporto di unione tra noi costruttori, l’ideatore e il Sodalizio. Tre attori importanti di questa manifestazione che sono fortemente legati e vanno molto d’accordo. Questo, credetemi, non capita spesso. C’è un clima fantastico di armonia e collaborazione reciproca. Sono convinto che visto l’anno giubilare la macchina farà il botto. Anche più di Gloria, perché Dies Natalis rompe gli schemi, è a memoria una macchina del tutto nuova. Una rottura con gli ultimi 50 anni. La città la apprezzerà, chi la vedrà ne rimarrà colpito e tutti i viterbesi ne saranno orgogliosi”.

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