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LA PROTESTA DEI TRATTORI

La "rivolta" dei trattori paralizza la città, Parenti: "Gli agricoltori hanno ragione, nella Tuscia problemi reali"

Intervista al presidente di Confagricoltura, che interviene sulle proteste di questi giorni e spiega il suo punto di vista

In molti l’hanno ribattezzata la rivolta dei trattori. In tutta Italia, centinaia di agricoltori sono scesi in strada con i loro mezzi di lavoro. A Viterbo, lunedì 30 trattori hanno paralizzato la città nel quadrante Nord, bloccando la rotatoria San Lazzaro e la Cassia Nord. A Orte, invece, bloccato il casello dell’autostrada e una parte della Superstrada. Ieri, secondo giorno di protesta, i trattori hanno bloccato via Garbini e di nuovo la Cassia. Una manifestazione forte, una protesta come negli ultimi tempi non se ne vedevano nella Tuscia che potrebbe durare diversi giorni. Remo Parenti, presidente di Confagricoltura, è andato nei luoghi del dissenso per ascoltare le ragioni dei manifestanti.

Presidente, quali sono i problemi a cui fanno riferimento gli agricoltori? 
“Prima di tutto il calo del valore aggiunto, che è passato dal 17%  del 2010 al 13% odierno, poi i prezzi dei maggiori prodotti agricoli scesi anche del 45% rispetto al periodo agli ultimi due anni, il cambiamento climatico che inficia la produttività dei campi e i cinghiali fuori controllo. Poi ci sono quelli nazionali e sovranazionali, come ad esempio delle politiche dell’Unione Europea, per quanto mi riguarda chiaramente contro gli agricoltori, e gli ultimi provvedimenti del nostro governo, come la reintroduzione e l’aumento delle tasse sui redditi agrari e dominicali”.

E a livello locale quali sono i principali disagi?
“Il nostro territorio è assediato da abomini di varia natura, non ultimo il deposito di scorie radioattive. Il problema delle rinnovabili, ormai, è tangibile, con ettari di campi coltivabili divorati da pannelli fotovoltaici e pale eoliche grandi come la torre Eiffel. Per questo gli agricoltori si mobilitano”. 

Lei era presente alla protesta?
“Sì. Mi sono identificato anch’io con gli agricoltori che sostenevano idee giuste e parlavano di problemi reali. Io vado dove stanno gli agricoltori, dando ai miei associati la  libertà di aderire. La protesta era indipendente, effettivamente i problemi ci sono  e sono quelli. Io sono dell’idea che l’importante sia rappresentarli, io mi darò da fare per portarli a chi di dovere. Farò la mia parte, magari ci sarà qualcuno che farà la sua in altre situazione. Mi preme però dire che gli agricoltori devono stare uniti, siamo rimasti in pochi e contiamo poco rispetto ad altri settori, anche se siamo fondamentali. L’unica cosa indispensabile è il cibo. Proprio perché siamo rimasti in pochi dobbiamo evitare di dividerci in associazioni o schegge impazzite, peggio che mai in sette. Io per questo ho voluto andare a parlare senza preclusioni, sono pronto a rappresenrare quello che loro rivendicano perche lo rivendico anch’io. Come presidente di Confagricoltura dovrei incontrare rappresentanti politici più importanti della Tuscia e, forte delle manifestazioni, gli dirò di cercare risolvere problemi dell’agricoltura”. 

Ma se ci sono problemi devono esistere anche delle colpe…
“Gran parte sono dell’Unione Europea, per questo è difficile risolverli. Le stesse cose dette da queste signori io le ho dette alle istituzioni. Sono contento ci sia il supporto di altri agricoltori che finora non si erano palesati. Come professionista del settore, aver ascoltato le proteste mi permetterà di lavorare meglio. Sigle come la nostra sono un punto di riferimento”. 

Da chi era organizzata la protesta?
“Ieri ho parlato con loro, naturalmente non voglio oscurare quello che hanno fatto. Non l’ho organizzata io ma altre persone”.

Non crede possa esserci il rischio, dato che non c’era una sigla o un’organizzazione a promuovere la manifestazione, che possano nascere gruppi autonomi difficilmente gestibili?
“È possibile. Quando si apre il vaso di Pandora, dopo viene fuori un turbinio che si controlla difficilmente. Al di là di questo, nell’immediato ci possono essere acque agitate ma nel medio termine si diventa tutti più razionali e chi ha dimostrato di lavorare bene, ed io non lo nascondo, può andare in giro a resta alta. Aspetto che qualcuno mi dica in cosa ho mancato in questi cinque anni. Sono sempre stato a disposizione di tutti, anche di quelli esterni all’organizzazione che presiedo. Sono pronto da subito a farmi portavoce di queste istanze, consapevole di come le manifestazioni abbiano rafforzato la mia posizione nei tavoli locali e nazionali. Sono stato accolto bene e abbiamo parlato di come poter risolvere questi problemi”.

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