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Venerdì, 24 Maggio 2024
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Le istituzioni pubbliche della Tuscia tra le peggiori d'Italia: lo dice la scienza

Secondo l'Institutional quality index, Viterbo è tra le province con le istituzioni pubbliche più scadenti del Paese

La nostra provincia è tra quelle con le peggiori istituzioni pubbliche in tutta Italia. A dirlo è la scienza, o meglio, un indice di calcolo scientifico utilizzato da alcuni professori universitari: l’Institutional Quality Index (IQI), un indice che misura la qualità delle istituzioni pubbliche a livello provinciale. L’IQI è molto attendibile, dato che si basa su dati oggettivi e considera i servizi pubblici, l’attività economica territoriale, la giustizia, la corruzione, il livello culturale e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica. È stato ideato nel 2014 dalla professoressa Annamaria Nifo e dal Professore Gaetano Vecchione dell’Università degli Studi di Napoli Federico II è stato aggiornato con dati fino al pre-pandemia, risalenti al 2019.

L'IQI assume un valore da 0 a 1 per ogni provincia, sulla base di un rank costruito su 5 dimensioni. La prima è “Voice and accountability”, la quale sintetizza la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini (affluenza alle elezioni, partecipazione ad associazioni, numero di cooperative sociali) e il loro livello di istruzione e culturale (punteggi test INVALSI e numero di libri pubblicati). La seconda è “Government effectiveness”, che riassume la presenza di infrastrutture (anche digitali) e servizi (come la sanità e l’istruzione), la qualità ambientale e il tasso di raccolta differenziata. La terza è “Regulatory quality”, che invece considera l’apertura dell’economia, l’attività imprenditoriale nel territorio (il clima d'impresa, il numero di imprese su residenti e il rapporto tra start-up e aziende cessate) oltre alla presenza di dipendenti della pubblica amministrazione. La quarta è “Rule of law”, nella quale vengono sintetizzati i tassi di criminalità, l’efficienza della giustizia civile (la lunghezza dei processi e la produttività della magistratura), l’economia sommersa e l’evasione fiscale. Infine, la quinta e ultima voce è “Corruption” che, come si puó intuire, guarda ai crimini contro la pubblica amministrazione e alla cattiva amministrazione,  basandosi anche sul Golden-Picci Index e sul tasso di comuni commissariati. 

Per redigere la classifica, questo particolare e meticoloso misuratore assume un valore che va da 0 a 1. A differenza di altri metodi che si poggiano più che altro sulle percezioni dei cittadini, quello redatto dai docenti napoletani fa riferimento a dati oggettivi e considera, come detto, diversi aspetti della società a livello locale.

La provincia di Viterbo, purtroppo, figura tra i bassifondi della graduatoria e si conferma tra quelle con le peggiori istituzioni pubbliche d’Italia. Con un coefficiente di 0,419 la Tuscia si attesta al 76esimo posto. Il dato, però, è paradossalmente positivo: dieci anni prima dell’ultima rilevazione, nel 2009, ci trovavamo addirittura messi peggio, all

84esima posizione, con un indice pari a 0,303. Dunque, 8 posizioni recuperate. 

Rieti e Latina sono pressappoco vicine, rispettivamente all’81esimo e all’82esimo posto. Frosinone invece si piazza all’74esima posizione, mentre Roma alla 59esima. Le province laziali, quanto a qualità delle istituzioni, si trova a ridosso di quelle del Mezzogiorno, anche se alcuni centri stanno recuperando terreno, come appunto Viterbo, che è la provincia che ha recuperato più posizioni.

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